Economia

Riforma fiscale Draghi: settimana calda, le priorità del governo

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Archiviato, o quasi, il dossier sull‘obbligo del Green Pass a tutti i lavoratori, per il premier Mario Draghi si apre, di fatto, la fase due del suo governo. E si apre su uno dei temi più caldi dell’autunno: la riforma fiscale. Mancata la scadenza estiva, di fine luglio, la legge delega di riforma del fisco si prepara ad approdare sul tavolo del governo.

L’ipotesi, spiegano fonti di governo, è che l’esecutivo metta in campo una riforma inizialmente più ‘”light” a partire dal tema più divisivo: il catasto. L’intenzione di Draghi è inserendo nella legge delega dei principi ispiratori che si limitino ad indicare la direzione verso la quale l’esecutivo vuole andare su un tema, quello del valore degli immobili, che attende una riforma dal 1989.

Le linee guida della riforma fiscale

Ma quella del catasto, é solo una delle misure della riforma del fisco, che nelle intenzioni del Governo dovrebbe portare ad un taglio dell’Irpef. Più di preciso da settimane si parla di una riduzione o l’accorpamento della famigerata terza aliquota Irpef del 38 per cento (tra i 28 e i 55 mila euro) che presenta un salto di oltre 10 punti rispetto alla seconda, penalizzando contribuenti e lavoratori dipendenti a causa del celebre “salto di aliquota”.

L’intervento potrebbe essere accompagnato da una limatura dell’Irap, tassa sulle attività produttive pagata dalle imprese, di cui da tempo e da più parti si chiede la riduzione o l’abolizione.

Tutto questo sarà possibile solo in presenza di un accordo tra i partiti, che hanno già manifestato tutta la loro distanza sul tema della riforma del catasto.

Riforma fiscale: cosa succederà secondo Cottarelli

Il rischio è che la forte divisione all’interno dei partiti possa tradursi in un niente di fatto. Come spiega l’economista Carlo Cottarelli in un articolo su la Repubblica:

“Qualcosa sarà fatto. Il salto tra secondo e terzo scaglione Irpef sarà ridotto oppure si passerà al cosiddetto “metodo tedesco” in cui si definisce direttamente l’aliquota media (quella che alla fine interessa al contribuente perché vuol sapere, dato il suo reddito, quanto deve pagare), abbandonando il metodo degli scaglioni. Questo ridurrà un po’ le tasse sui redditi medio-bassi.
Probabilmente la tassazione dei redditi da capitale sarà riordinata, per esempio eliminando la diversa tassazione tra dividendi e guadagni in conto capitale. E forse sparirà l’Irap che ormai non svolge più la sua funzione originaria dopo l’esclusione della remunerazione del lavoro dalla sua base imponibile. Qualche compensazione sarà introdotta per evitare un’eccessiva perdita di gettito. Il resto potrebbe andare a deficit, magari rinunciando a quel miglioramento nei nostri conti che la più rapida ripresa economica renderebbe possibile. Ma sarei sorpreso se si trattasse di una riforma anche solo lontanamente comparabile a quella del 1974, l’ultima grande riforma del fisco”.

Riforma catasto: è scontro tra i partiti

Il centrodestra, nel frattempo, scalpita. Casus belli la rivalutazione dei valori catastali. Due, innanzitutto, i rischi da evitare: un nettissimo aumento dell’Imu sulla seconda casa e un gonfiamento dell’Isee.

“Per aumentare le tasse basta un Monti qualunque, non sta né in cielo né in terra aumentare quelle sulla casa”, avverte un Matteo Salvini che, dopo l’ok al super Green Pass, difficilmente incasserebbe una riforma del fisco a lui indigesta. Anche perché, questa volta, il leader della Lega vede al suo fianco tutto il suo partito ed anche Forza Italia. “Quando si parla di riforma del catasto non vorrei che la sinistra pensasse di infilare nuovi balzelli sugli immobili”, avverte il coordinatore azzurro Antonio Tajani. “Non è il momento di patrimoniale mascherate”, gli fa eco Anna Maria Bernini.

Il Pd, per ora, mantiene un basso profilo mentre Leu, con Federico Fornaro, insiste sull’ “ineludibilità” della riforma.
“Chi oggi non vuole toccare nulla, in realtà, difende l’indifendibile: case del centro di Roma ad esempio che hanno un valore catastale inferiore ad abitazioni dell’estrema periferia della città”, avverte il capogruppo alla Camera.