Riforma catasto, Irpef e cuneo fiscale: le novità allo studio di Draghi

14 Settembre 2021, di Alessandra Caparello

Riforma catasto, cuneo fiscale, taglio Iva e riordino dei bonus fiscali. Iniziare a prendere forma la bozza di  legge delega il cui testo, secondo le intenzioni del premier Mario Draghi, potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già questa settimana.

Del testo si è discusso in un vertice a Palazzo Chigi con lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri incaricato Mario Draghi, il ministro del Tesoro Daniele Franco, il consigliere economico Francesco Giavazzi e il sottosegretario Roberto Garofoli. Lo sforzo che dovrà fare Draghi è arduo, ossia trovare un punto di intesa tra i partiti che al momento sono proprio agli antipodi. Quando verrà approvata la legge delega? L’iter è alquanto complesso visto che dopo che il governo presenta un testo, lo sottopone al Parlamento, il quale a sua volta dà mandato al governo di adottare successivi decreti legislativi.

Riforma Irpef

Tra le possibili misure che potrebbero entrare nel testo della legge delega troviamo in primo luogo una riforma dell’Irpef, ossia l’imposta sul reddito delle persone fisiche che attualmente  viene calcolata tenendo conto di 5 scaglioni.
Con un reddito lordo compreso che arriva fino a 15.000 euro, l’aliquota fissata è del 23%. Da 15.001 a 28.000 euro, l’aliquota è del 27%, da 28.001 a 55.000 euro siamo al 38% e da 55.001 a 75.000 euro arriviamo al 41%. Se il reddito lordo è addirittura superiore a 75.000 euro, l’aliquota salirà al 43%.

L’intervento del governo sulle tasse, spiega oggi La Stampa, partirà dalla necessità di abbassare il prelievo al ceto medio, ovvero ai redditi compresi nella fascia tra 28 e 55 mila euro a cui oggi viene applicata una aliquota del 38%, ovvero 11 punti in più di chi dichiara 15-28mila euro.

L’ideale sarebbe l’accorpamento all’aliquota inferiore, quella al 27%, ma sarebbe troppo oneroso. E allora si fa strada l’idea di un taglio al 34% come primo passo di un intervento più organico. Ovvero il modello tedesco proposto dal Partito Democratico durante il governo Conte Bis che prevede la riduzione delle aliquote da 5 a 3.

Taglio cuneo fiscale

Altra misura allo studio riguarda il tanto agognato taglio del cuneo fiscale, ovvero la differenza tra il costo del lavoro lordo per l’impresa e il netto che si mette in tasca il lavoratore, che si compone di imposte dirette, imposte indirette e contributi previdenziali.

L’ipotesi allo studio è di sostituire l’Irap con l’Ires per le grandi imprese ed abolendola del tutto per autonomi, professionisti, ditte individuali e società di persone. Per la copertura uno degli obiettivi è quello di intervenire sulle tax expenditures, ovvero l’insieme di sconti fiscali riconosciuti a determinate condizioni ai contribuenti e scaricati nella denuncia dei redditi. Si parla di ben 800 bonus, con un corrispettivo di 313 miliardi di euro.

Luigi Marattin, presidente della Commissione finanze della Camera, ha suggerito di impiegare con la prossima legge di Bilancio “i 3 miliardi che sono già disponibili per intervenire sull’Irap” senza attendere la legge delega.

La riforma del catasto

Nel programma di governo trova posto anche una possibile riforma del catasto da tempo annunciato. Nel lavoro sul testo in vista del consiglio dei ministri in settimana torna in campo la revisione delle categorie e il passaggio dai vani ai metri quadri e all’emersione dei cd. “immobili fantasma”.

Tra le altre misure allo studio anche la lotta all’evasione effettuabile tramite un aumento degli incroci fra le varie banche dati in possesso dell’amministrazione finanziaria, nel rispetto della privacy dei contribuenti e l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica per aumentare la tracciabilità delle operazioni e ridurre il sommerso. Ci sarà probabilmente una fusione fra Agenzia delle Entrate ed Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Potrebbe arrivare poi, anche se è opportuno prendere questa indiscrezione con le pinze, il proposito di ridurre l‘Iva. A tal proposito, la Commissione finanze “ritiene opportuno che l’annunciato disegno di legge in materia fiscale contenga una specifica delega al Governo per la ridefinizione della disciplina Iva ai fini di una sua opportuna semplificazione e di possibile riduzione dell’aliquota ordinaria attualmente applicata”. Vedremo quanto si realizzerà nel concreto.