Rientra l’allarme tagli, ok a manovra Galan: “Tragedia, non ci sono soldi”

14 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – In una riunione durata appena 30 minuti, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera unanime alla legge di stabilità (la vecchia finanziaria) e al ddl recante disposizioni per la Formazione del bilancio annuale e pluriennale dello stato, triennio 2011-2013. Non ci saranno cambiamenti rispetto alla manovra approvata a luglio. “Eventuali novità – dice Tremonti – potranno essere approvate con il decreto legge di fine anno”. Il consiglio dei Ministri ha anche già autorizzato il governo a porre la questione di fiducia sul ddl di stabilità.

Nella successiva conferenza stampa il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha parlato di “discussione responsabile” e di “massima condivisione” tra i componenti dell’esecutivo. Superate quindi, almeno nell’ufficialità, le divisioni e le proteste 1 dei vari dicasteri per i tagli. “Il governo italiano avanza sulla strada dell’Europa. L’Italia è il primo Paese che imposta una grande riforma fiscale. Ora le tappe sono la stabilità e lo sviluppo. Finita la legge di stabilità, lanciamo la politica dello sviluppo. Da oggi possiamo formalmente avviare la seconda fase”. Quella dello sviluppo che arriva, “dopo la fase della stabilità di bilancio”, ha aggiunto il titolare del dicastero di via XX Settembre.

Tremonti ha poi annunciato che mercoledì prossimo, impegni permettendo, ci sarà il primo incontro per mettere a punto la richiesta di una delega al Parlamento per la riforma fiscale. “La prima riunione sarà mercoledì prossimo per cominciare a studiare lo schema di delega della riforma fiscale, convocheremo le parti sociali e lavoreremo con le forze politiche”, ha detto Tremonti.

Il ministro ha poi affermato di avere parlato con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dei provvedimenti per lo sviluppo, elencando una serie di punti dai quali intende partire: “Il nucleare, la pubblica amministrazione, il Sud, la tematica dei rapporti sociali fino alla riforma fiscale”, ha detto. E sull’Università ha garantito “l’impegno a mettere quanti più soldi possibile”, precisando che in ogni caso questo avverrà “a fine anno”. Spetterà comunque all’Ecofin, ha aggiunto Tremonti, “dire se il nostro piano è sufficiente, sufficientemente ambizioso e adatto alle prospettive di un grande Paese come il nostro: faremo delle proposte e aspetteremo delle risposte”.

Al termine del Consiglio dei ministri, il leader della Lega Umberto Bossi, parlando con i giornalisti, ha detto di avere “massima fiducia” in Tremonti, definendolo il “cancelliere di ferro”, una specie di “Bismarck”. “Lo sapete – ha detto – che chi tiene la borsa tiene il potere. E’ proprio un cancelliere di ferro”. Dal canto suo, il titolare dell’Economia ha ironizzato sulle polemiche dicendo ai suoi colleghi: “Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia”.

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