RICCHEZZA
& BENESSERE: L’INTELLIGENZA
NON C’ENTRA

22 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

*Selena Maranjian e’ redattrice della societa’ multimediale di informazione finanziaria The Motley Fool. Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) –

Domanda: Quali sono i fattori che determinano il grado di ricchezza nella vita? Inizialmente ho creduto fossero educazione, intelligenza, capacita’ e origini socioeconomiche.

Per Jay Zagorsky, professore di economia dello Stato dell’Ohio, sono ben altri: “Sposarsi, non divorziare e risparmiare”. Wow!

Non solo l’intelligenza non rientra tra i parametri fondamentali nella creazione della ricchezza, ma addirittura “non rappresenta neanche un elemento da prendere in considerazione. Infatti, gli individui con un quoziente di intelligenza medio hanno i minori problemi economici”.

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Sembra che piu’ si e’ intelligenti e’ piu’ si guadagna. La statistica dice che per ogni punto di QI si guadagnano tra i $200 e i $600 in piu’. Tanto per fare un esempio un individuo con QI di 130 generalmente guadagna in un anno $12000 in piu’ di un individuo con QI pari a 100.

E questo e’ un buon inizio. Noi che abbiamo un’intelligenza superiore alla media (sto includendo me e te che leggi) possiamo ragionevolmente assumere che finiremo per godere di una ricchezza maggiore dei meno perspicaci. E invece no. Questo perche’ gli individui con un maggiore quoziente intellettivo e un maggior reddito tendono a spendere di piu’, inficiando sul livello del guadagno netto. Pensano di poter assumere dei rischi e non dedicano attenzione al risparmio.

Come avrete ben capito la storia racchiude un piccolo segreto: per diventare ricchi iniziate a risparmiare. Le persone piu’ abbienti sono quelle che prendono seriamente la propra condizione finanziaria e pianificano in anticipo. Pensano a come gestire il proprio patrimonio in maniera efficace e intanto risparmiano. Risparmiare ed investire: queste sono le chiavi del successo.

Zagorsky conclude dicendo:”L’intelligenza non e’ un fattore necessario per il raggiungimento del benessere economico. Coloro provvisti di un grado di intelligenza basso non dovrebbero ritenersi handicappati, allo stesso modo quelli dotati di un’intelligenza maggiore non dovrebbero ritenersi piu’ avvantaggiati”.

La prossima volta che credete di non essere abbastanza svegli per investire pensateci nuovamente. Pensate ai Premi Nobel rivelatisi un fiasco nelle scelte di investimento mentre il vostro vicino continua a costruire una fortuna risparmiando ed investendo.

Traduzione a cura di Luigi De Giovanni. Copyright © The Motley Fool. Riproduzione vietata. All rights reserved