Rialzo tassi Bce: è ora di cambiare strategia

10 Aprile 2017, di Mariangela Tessa

La politica di rialzo dei tassi della Bce resta al momento ancora avvolta dal mistero. Tuttavia tenere d’occhio il mercato per capire quando l’istituto di Francoforte si veda costretta a cambiare la sua politica risulta importate per modificare le strategie di portafoglio.  In un articolo pubblicato da Lombard Report, Lorenzo Raffo suggerisce di affidarsi all’analisi tecnica più che alle dichiarazioni politiche degli ultimi giorni. In particolare, si suggerisce di guardare ai seguenti segnali.

Primo segnale: il rialzo dei tassi scatterà quando il “future” sul Bund lo anticiperà con un preciso indizio, tornando cioè nell’area dei 150, contro l’attuale quotazione sui 163. Attenzione però a valutare con rigore il dato dei 150. Già un eventuale spostamento verso i 153,5 punti sarà un avviso ai naviganti.

Secondo segnale: il rialzo dei tassi si avvierà nel momento in cui i governativi extralunghi (soprattutto a 50 anni) dell’area euro romperanno certi livelli. Consideriamo la media: il loro “yield” ora è al 2,695%, mentre quello obiettivo si attesta al 3,49%, in altre parole al 3,5%. Evidentemente senza considerare variabili (sempre possibili) dipendenti da rischio di credito, che nell’intervallo da oggi al rialzo dei tassi dovrebbe comunque restare sotto sorveglianza.

Terzo segnale: il rialzo dei tassi salperà solo quando l’inflazione “core” (aumento medio dei prezzi che non tiene conto dei beni a forte volatilità, quali energia e alimentari) in area euro – ora allo 0,8% – supererà almeno l’1,2%, con una traiettoria però definita sostenibile.

Quarto segnale: c’è chi sostiene che il rialzo dei tassi potrebbe avviarsi prima della fine del Quantitative Easing in salsa Bce. Draghi di recente ha dichiarato: “L’inflazione obiettivo deve rimanere sui livelli fissati anche quando il sostegno delle politiche monetarie in atto non ci sarà più”. Può darsi che debba cambiare strategia, ma in linea di massima non sembra che il rialzo possa avere il sopravvento sullo smembramento del QE.

Quinto segnale: del tutto indiretto, ma importante. Attenzione a quanto avviene oltre Oceano. Solo dopo la cosiddetta “trumperizzazione” della Fed si capirà se la politica monetaria annunciata dalla Yellen verrà confermata. Ci vorrà circa un anno. Nel frattempo occorrerà monitorare il rendimento del decennale Usa. Nel caso di superamento del 3% l’effetto si farà sentire anche in Europa, con inevitabile impatto su un rialzo dei tassi.

“Troppi segnali? E’ evidente che ne basterà la concretizzazione di alcuni perché la Bce Il quadro però (almeno utilizzando i numeri) comincia a diventare più chiaro. E’ il caso di preparare il portafoglio? Sì, con progressività e senza le grandi paure che alcuni analisti esprimono, sebbene parte dei buoi sia già scappata dai recinti. In questa fase fidatevi comunque dell’analisi tecnica. Vi eviterà molti errori” conclude Raffo.