Banche e Reti: chi ha conquistato più clienti negli ultimi tre anni

22 Luglio 2021, di Alberto Battaglia

Banche e Reti: chi ha conquistato più clienti negli ultimi tre anni

L’aumento della clientela per le banche e per le reti di consulenti finanziari si associa all’incremento delle filiali e ai livelli di spesa pubblicitaria spesi per cliente: è quanto afferma Excellence Consulting al termine di un’analisi basata sui bilanci di cinque gruppi bancari e di sei reti di consulenza attivi in Italia nel triennio compreso fra il 2018 e il 2020. (I dati successivi escludono Intesa Sanpaolo, i cui numeri sono falsati dall’acquisizione di Ubi).

In questo lasso di tempo ad aver incrementato di più la base di clienti sono stati Banca Mediolanum (+31%) Crédit Agricole (+7,2%) e Banco BPM (+5,5%), Banca Generali (+3,7%), Fideuram ISPB (+3,5%) e FinecoBank (+3,4%). Ad averne persi, invece, sono soprattutto Mps (-9,9%) e Unicredit (-4,5%).

 

Nello stesso periodo, fa notare l’analisi Unicredit è stata la banca che ha chiuso, in termini assoluti, più filali (-237), seguita dalla Crédit Agricole (-113) e MPS (-111). Ad averne aperte di più, al contrario sono state FinecoBank (+20), Banca Generali (+4), Allianz Bank (+2) e Fideuram ISPB (+2).

L’ultimo pezzo dell’analisi riguarda invece la spesa in pubblicità rapportata al numero di clienti: in questo caso spiccano soprattutto le reti: Azimut (55,2 euro/cliente), Banca Mediolanum (16,4 a cliente), FinecoBank (14,8 a cliente), Banca Generali (13,9 a cliente), Fideuram ISPB (13,1 a cliente), a seguire i gruppi Intesa Sanpaolo (10,2 a cliente), Unicredit (10,1 a cliente).

Banche, reti e clienti: filiali e Pubblicità: per chi hanno “pagato”

Da queste evidenze, afferma Excellence Consulting si evince che la customer base degli intermediari aumenta all’aumentare della presenza della territoriale e della spesa in advertising. Il caso Crédit Agricole, tuttavia, esce fuori da questa interpretazione: è secondo per numero di filiali chiuse e penultimo in termini di spesa pubblicitaria per cliente. Ciononostante, forse complici le offerte invitanti sui costi del conto corrente, è secondo per numero di nuovi clienti acquisiti nel triennio (se si esclude, come detto, Intesa).

“L’aumento della costumer base degli intermediari bancari non è solo conseguenza delle politiche di prodotto e di pricing, ma anche dagli investimenti in prossimità territoriale e in advertising”, ha commentato il ceo di Excellence Consulting, Maurizio Primanni, “questo studio ci suggerisce anche che bisogna diffidare da semplicistiche valutazioni sul taglio degli sportelli, ma è necessaria una capacità di lettura incrociata dei dati che ponga al centro la capacità per la banca di migliorare il proprio posizionamento competitivo sul mercato e quindi la bottom line del conto economico”.