RETATA FBI A WALL STREET PER I MUTUI SUBPRIME

19 Giugno 2008, di Redazione Wall Street Italia

Frode, complotto e insider trading. Con queste accuse l’Fbi ha arrestato due manager di Bear Stearns, insieme a 60 altre persone, incriminandone un totale di 406 in quella che appare come una vera e propria retata a Wall Street, nata dalla crisi dei mutui subprime.


Cento giorni. Nella rete dell’operation malicious mortgages, avviata il 1 marzo e durata più di cento giorni, sono finiti Ralph Ciotti e Matthew Tannin, manager di hedge fund falliti che facevano capo a Bear Stearns, prelevati dalle rispettive abitazioni a Manhattan e nel New Jersey. Come annunciato dal direttore dell’Fbi Robert Mueller, in una conferenza stampa al dipartimento di Giustizia, dovranno rispondere del fallimento dei fondi speculativi che hanno acceso la miccia della crisi subprime. Su Ciotti e Tannin pesa l’accusa di inganno a scapito degli investitori: i due ex manager erano perfettamente al corrente del cattivo stato di salute dei fondi, anche se pubblicamente affermavano il contrario rassicurando e allo stesso tempo ingannando gli investitori, causando così perdite stimate per il momento intorno al miliardo di dollari.

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Inchiodati dalle e-mail. A inchiodare Ciotti e Tannin sarebbe uno scambio di e-mail: Tannin dal suo indirizzo privato proponeva a Ciotti di discutere della chiusura degli hedge fund. Cioffi accettava invitandolo nella sua casa in New Jersey. Ambedue erano a conoscenza delle difficoltà dei fondi ma, nonostante questo, quattro giorni dopo, nel corso di una conference call, Cioffi, pur dichiarando che i risultati dei fondi speculativi erano in calo, constatava apertamente che non c’erano problemi di liquidità e che il portafoglio titoli era solido. Il fallimento dei fondi è costato agli investitori 1,6 miliardi di dollari.


Preda facile. «Il suo fondo è stato il primo a fallire e questo lo rende una preda facile, ma non significa che abbia fatto qualcosa di sbagliato», spiega l’avvocato di Cioffi, Edward Little, sottolineando che «perdere soldi non è un crimine». «Il mio cliente è innocente ed è il capro espiatorio per un’estesa crisi dei mercati», afferma invece uno dei legali di Tannin, Susan Brune. «C’è molta pressione politica ad andare avanti nelle indagini in questo settore», constata Dan Richman, ex pubblico ministero e ora professore alla Columbia Law School.


Cattiva condotta. Nell’illustrare i risultati preliminari dell’indagine e spiegare le motivazioni alla base dell’arresto di Cioffi e Tannin, le autorità sottolineato che «gli arresti degli ex manager di Bear Stearns forniscono la magnitudine e la grossolanità della loro cattiva condotta. Hanno gravemente violato la fiducia pubblica», tradendo gli investitori. Cioffi e Tannin non sono i primi a scivolare su uno scambio di e-mail: prima di loro si erano cacciati nei guai con la posta elettronica Henry Blodget (Merrill Lynch), Jack Grubman (Citigroup) e Frank Quattrone (Credit Suisse First Boston).