Renzi provoca l’Ue con discorso su ‘flessibilità’: dure reazioni

2 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

STRASBURGO (WSI) – Duro botta e risposta tra il premier Matteo Renzi e il capogruppo del Partito Popolare Europeo, il tedesco Manfred Weber. “Saremo felici di fare del nostro semestre un’occasione di discussione ma chi brandisce l’arma del pregiudizio sull’Italia sbaglia, è un atteggiamento da respingere al mittente. Non accettiamo lezioni di morale da nessuno: è vero che l’Italia ha un debito molto alto, ma è anche vero che ha una ricchezza privata quattro volte superiore”, ha detto Renzi. Che poi ha aggiunto: “Se Weber parlava a nome della Germania, gli ricordo che proprio in questa sala, nella scorsa presidenza italiana, ci fu un Paese cui non solo fu concessa flessibilità ma anche di violare i limiti ed essere oggi un Paese che cresce”.

Dopo il discorso di Renzi era infatti arrivato l’attacco di Weber contro la “flessibilità” durante il suo intervento in aula. “I debiti non creano futuro, lo distruggono”, ha detto aggiungendo che “dobbiamo continuare” sulla linea del rigore. Quando Renzi ha lasciato il Parlamento Europeo per tornare a Roma sul tema è entrato a gamba tesa il capogruppo dei socialisti europei Gianni Pittella: “Se cade il punto della flessibilità non c’è il compromesso e cade l’accordo su Jean-Claude Juncker” come prossimo presidente della Commissione europea.

Pittella definisce l’attacco del capogruppo Ppe Weber “una mossa sbagliata” ed “un passo falso” che “se fosse confermato metterebbe a rischio la collaborazione” tra Ppe e S&D.

IL DISCORSO

[ARTICLEIMAGE] Il premier Matteo Renzi ha aperto il semestre italiano di presidenza dell’Ue. “L’Italia non chiede scorciatoie ma serve ritrovare l’anima”, ha detto il presidente del Consiglio. Che nel suo incontro con gli eurodeputati italiani aveva sottolineato: “la cifra italiana del nostro semestre, la parola chiave, deve essere coraggio ed orgoglio”. Molte le figure retoriche e i passaggi a effetto usati da Renzi. “Con estrema preoccupazione devo dire che se l’Europa oggi si facesse un selfie, emergerebbe il volto della stanchezza, in alcuni casi della rassegnazione. L’Europa oggi mostrerebbe il volto della noia”.

Per il futuro – ha concluso Renzi davanti al Parlamento europeo a Strasburgo – serve l’impegno a far sì che “l’Europa non sia solo un’espressione geografica ma un’espressione dell’anima”. Una curiosità. Per la prima volta Renzi avrebbe dovuto leggere un discorso scritto, cambiando rispetto all’abitudine di andare ‘a braccio’ o aiutandosi solo con appunti scritti su foglietti. E invece anche davanti ai parlamentari europei ha preferito parlare ‘a braccio’ dopo aver consegnato il discorso ufficiale con gli obiettivi del semestre di presidenza italiana della Ue.

I COMMENTI

Il capogruppo dei liberaldemocratici Guy Verhofstadt, durante il dibattito sul semestre di presidenza italiana dell’Ue, ha dato invece il benvenuto a Renzi e alle novità che il presidente del Consiglio porta con sé e ha criticato Berlusconi: con lui “abbiamo perso 10 anni a parlare di calcio e di donne”. Verhofstad ha inoltre sottolineato l’esigenza di utilizzare l’Europa “come motore di crescita” perché l’espansione su base nazionale è un vecchio modello che “non funziona” e porta solo ad altro debito.

“A Renzi do 7, ha molta passione ma non credo che collaboreremo, non c’è stata sostanza nel suo discorso”. Così il leader euroscettico dell’Ukip, Nigel Farage, commenta a Sky Tg24 il discorso del premier italiano Matteo Renzi. “Solo parole quelle di Renzi”. “Tutti i grandi leader, tutti i paesi Ue sono spaventati da un uscita dell’Inghilterra. Hanno parlato con Cameron all’ultimo summit, la maggior parte di noi non vuole però pagare 50 milioni di sterline per un’istituzione che parla di inni”.

L’incontro con gli europarlamentari italiani – “La cifra italiana del nostro semestre, la parola chiave, deve essere coraggio ed orgoglio perché è il tempo in cui coraggio ed orgoglio sono richiesti all’Europa e all’Italia”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi incontrando gli europarlamentari italiani a Strasburgo. “Il Governo – ha proseguito – è convinto che mai come ora bisogna che l’Italia non vada in Europa a chiedere o a rivendicare” ma a portare “una storia straordinaria ed un futuro all’altezza del nostro passato”.

A colloquio con Martin Schulz e il ‘giallo’ della conferenza stampa – Si chiude la girandola di annunci sulla conferenza stampa di Renzi e Martin Schulz. L’incontro del premier e del presidente del Parlamento con la stampa è stato annullato – hanno annunciato in sala stampa – per il ritardo del dibattito in plenaria. La conferenza era scomparsa – poi ricomparsa e dunque definitivamente annullata – dall’agenda del presidente del Consiglio a causa degli impegni pregressi di Renzi.

***

“L’Italia non viene qui a chiedere l’Europa i cambiamenti che non è in grado di fare, ma per dire che siamo i primi a sapere di dovere cambiare”. Lo ha detto Matteo Renzi parlando a braccio nel suo intervento all’Europarlamento per l’apertura del semestre di presidenza italiana.

In questa sede, ha sottolineato Renzi, “rappresento un Paese fondatore e che dà ogni anno un contributo importante alle istituzioni europee: diamo di più di quello che prendiamo, e ne siamo felici e orgogliosi. Ma rappresento anche il partito che ha preso più voti di tutti: e li abbiamo presi non dicendo che è colpa dell’Europa, ma che i nostri problemi nascono in Italia, che noi dobbiamo cambiare le istituzioni, la giustizia, la P.A. Sappiamo che prima di tutto dobbiamo chiedere a noi la forza di cambiare se vogliamo essere credibili”.

Dunque “è chiaro che la questione economica e la discussione dell’ultimo Consiglio non si riduce alla richiesta di alcuni Paesi di cambiare le regole. Noi vogliamo rispettarle, ma le rispetta chi ricorda che abbiamo firmato insieme il ‘Patto di stabilità e crescita’. Non solo di stabilità. E la richiesta non è di un singolo Paese, ma per tutta l’Europa”. Detta in altro modo, “non chiediamo un giudizio sul passato, ma vogliamo cominciare il futuro, subito. Il mondo corre al doppio: vogliamo recuperare questo gap o no? Su Ict, su climate change, sul capitale umano. Non ci sarà nessuno spazio per l’Europa se resteremo solo un espressione geografica”.

“L’Europa non può rinchiudersi nelle proprie frontiere, deve dare più peso all’Africa – Il presidente del Consiglio prosegue – l’Europa è il luogo del futuro se abbiamo il coraggio di metterci in gioco adesso, che l’Europa deve tornare a essere una frontiera”, ha detto il premier.
“Lo è fisicamente, geograficamente, tutti i giorni. E’ una frontiera anche perché se guardiamo la cartina geografica vediamo il paese che ha il maggior numero di chilometri di coste, siamo geograficamente per forza una frontiera. Questo ci pone molti problemi, ne sappiamo qualcosa noi in Italia in questo momento, quando le difficoltà in Libia, non genericamente in Nord Africa ma in Libia, stanno portando a una serie di stragi nel nostro Mediterraneo, mare nostrum per i latini, ai quali cerchiamo di far fronte con operazioni condivise dai capi di governo e dalla Comissione e riusciremo a far fronte in modo più deciso con Frontex Plus fronte.

“Ma non è solo l’immigrazione, proviamo a rovesciare l’approccio: l’Africa deve vedere un protagoniasmo maggiore dell’Europa, non solo investimenti d’azienda, il tentativo andare ad affrontare la questione energetica, ma anche nella dimensione umana: voi – ha detto Renzi ai parlamentari – rappresentate, quale vertigine, un faro di cività, la globalizzazione della civilizzazione”.

“Se di fronte a una donna, Asia Bibi, che è ferma in carcere da quattro anni perché cristiana non c’è l’Europa che non si indigna vuol dire che non stiamo rispondendo al nostro destino, se di fronte alle ragzze rapite in Nigeria da un gruppo fondamentalista perché educate ai valori occidentali, se non c’è la vostra, la nostra reazione non possiamo definirci degni della grande responsabilità che abbiamo, se di fronte a donna, Myriam, che partorisce in cacere o alle ragazze del Medio Oriente, se diciamo solo slogan vuoti o parole retoriche e continuamo a rinchiuderci nelle nostre frontiere anziché riaffermare i nostri valori – ha detto Renzi – perderemo la capacità di essere politici europei”.(TMNews)