Renzi: “Non ci sarà nessuno sforamento del tetto 3%, ma ragioniamo su crescita”

15 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Nessuno vuole violare gli impegni europei, l’Italia rispetterà il limite del 3% ma chiederà alla nuova Commissione di ragionare su come incrementare crescita e occupazione. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, durante la conferenza stampa congiunta con il presidente francese François Hollande a Parigi: “Non ci sarà nessuno sforamento del tetto del 3%, nes-su-no. C’è un margine fino al 3% che potremo, eventualmente, usare”.

Ha aggiunto Renzi: “Quando parlo di patto di stabilità, parlo del patto di stabilità interno” relativo agli enti locali. “Cambieremo il patto di stabilità interno, nessun vincolo sarà sforato, tutti i vincoli saranno rispettati. Certo, pensiamo che nel rispetto dei vincoli dobbiamo riflettere insieme con la nuova Commissione come l’Europa aiuterà i paesi membri sulla crescita e sull’occupazione. Sono 20 anni che il nostro paese ha un surplus primario, però oggi viviamo una fase di difficoltà: per cambiare abbiamo bisogno di rispettare le regole, che non vengono da un nemico ma da noi stessi, e contemporaneamente dire che l’attenzione alla crescita e ai problemi di chi sta male è una priorità”.

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Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è giunto all’Eliseo, dove inaugura il suo tour europeo incontrando il presidente della Repubblica francese, Francois Hollande.

Al termine del bilaterale e della colazione di lavoro, i due leader terranno una conferenza stampa congiunta. Lunedì Renzi andrà a Berlino per un incontro con la Cancelliera, Angela Merkel, prima che la sua settimana europea si concluda con il vertice dei Capi di Stato e di governo Ue di giovedì e venerdì a Bruxelles.

L’appuntamento più atteso è quello di Berlino. La cancelliera tedesca è certamente curiosa di incontrare il nuovo premier italiano che, come ha fatto dire ieri al suo portavoce, ha un «programma ambizioso di riforme» per l’Italia. Merkel è tra quelli che su di lui ci hanno visto lungo: lo aveva individuato leggendo un articolo, e Renzi è già stato nella capitale tedesca, “convocato” in cancelleria lo scorso luglio. Con un certo imbarazzo per Enrico Letta, all’epoca ancora premier. Ora vuole vederlo alla prova dei fatti, mentre i falchi del suo partito ne hanno già bocciato l’intenzione di «fare altri debiti».

Il cruciale tour europeo del presidente del Consiglio culminerà giovedì e venerdì al Consiglio europeo a Bruxelles: Renzi potrebbe cercare una sponda per convincere i tedeschi della necessità di Roma di fare leva anche sul deficit (pur restando sotto il 3%) per il rilancio. Ma non è detto che Hollande sia pronto a guastare l’intesa con la grande coalizione di Merkel, il cui appoggio è prezioso in tempi in cui Bruxelles marca stretto anche l’Eliseo.

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«Il governo tedesco è consapevole dell’ambizioso progetto di riforme del governo di Matteo Renzi. Certamente lo illustrerà alla cancelliera e ne parleranno. Ma non voglio anticipare i contenuti di quel che diranno subito dopo». Sono le parole del portavoce Steffen Seibert, in risposta a una domanda in conferenza stampa sulle misure economiche annunciate dal premier.

Il Financial Times ha invece bocciato il piano di Renzi: «La sua medicina non curerà l’Italia», si legge sull quotidiano britannico, osservando che «una riduzione delle tasse per coloro che guadagnano poco non aumenterà la competitività» del Paese. «Renzi vuole finanziare una parte delle sue elargizioni attraverso un misto di tagli alla spesa e tasse più alte sul reddito di capitale – scrive il giornale -. Questo ha senso… Tuttavia questi soldi finanzieranno solo una parte delle promesse fatte da Renzi». Lo stesso presidente del Consiglio, ricorda il Financial Times, «ha ammesso» che una parte dei fondi necessari «dovrà essere reperita attraverso il debito».

E poi il quotidiano sottolinea: «L’idea che l’Italia voglia spingere oltre gli obiettivi di deficit concordati con l’Ue, il 2,6% del Pil, farà venire i brividi ai responsabili politici a Bruxelles e Berlino. L’Italia dovrebbe cercare di tagliare il suo debito pubblico di 2000 miliardi di euro, non aumentarlo». Quindi, osserva ancora, «la domanda principale è come spenderà i soldi che intende prendere in prestito». «Sarebbe stato meglio concentrare la limitata capacità di fuoco per aiutare le aziende, tagliando in modo più profondo le tasse che esse pagano. Questo permetterebbe alle aziende di abbassare i prezzi dei prodotti che vendono all’estero e di assumere di più».

Intanto Susanna Camusso è tornata a commentare le misure presentate da Renzi: l’operazione fatta sulla restituzione fiscale e anche l’operazione annunciata di aumento della tassazione sulle rendite finanziarie per finanziare il taglio dell’Irap,«sono delle cose che non possiamo che giudicare quantomeno molto progressiste. Certo, aggiunge, poi bisogna avere coerenza: non basta un solo atto per dire che si è così determinata una politica di sinistra».

Stamane il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto una colazione di lavoro con il premier Matteo Renzi ed i ministri Pier Carlo Padoan, Federica Mogherini, Graziano Delrio, Federica Guidi e Giuliano Poletti in preparazione del consiglio europeo di giovedì e venerdì prossimo a Bruxelles. Al pranzo hanno partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio e il sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi.

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