Renzi ha visto Draghi e Napolitano. Ferragosto in emergenza

14 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Prima Draghi. Poi Napolitano. Infine una serie di incontri da Nord a Sud. Sono tanti gli appuntamenti nella settimana di Ferragosto di Matteo Renzi, tutti cruciali, specialmente in vista dell’autunno. A dare la notizia del faccia a faccia tra il premier e il governatore della Banca centrale europea è stato il Corriere dell’Umbria.

Palazzo Chigi in un primo momento ha smentito. Poi è arrivata la conferma da parte dello stesso Renzi, in visita ai cantieri Expo di Milano: “Sì ho visto ieri Draghi, lo vedo spesso”. Poi – poco dopo all’aeroporto Fiumicino di Roma dove ha incontrato il Papa in partenza per la Corea del Sud – il premier ha assicurato: “L’Italia non è un osservato speciale, ve lo assicuro. Non è così”.

Non è dato sapere cosa si siano detti i due nella casa di campagna del governatore a Città della Pieve (Perugia), ma è facile immaginare che al centro dell’incontro ci siano state le riforme necessarie all’Italia per il rilancio dell’economia. Un tema che negli ultimi giorni ha provocato qualche tensione tra l’esecutivo e la Bce. Il 7 agosto Draghi aveva chiesto ai paesi dell’Eurozona di “cedere sovranità” per quanto riguarda le riforme strutturali. Una frase che prima aveva ricevuto il plauso di Renzi (“Assolutamente d’accordo”), poi era arrivata la retromarcia: “Non è l’Europa che ci deve dire cosa fare”. Infine, proprio ieri, il presidente del Consiglio torna sulla sua posizione iniziale: “Sulle riforme italiane io condivido dalla A alla Z le parole di Draghi”. “Era già tutto a posto da prima – ha ripetuto oggi Renzi – La stampa ha letto le parole del presidente della Bce in una chiave negativa per l’Italia e quindi il mio ‘non ci facciamo commissariare’ è sembrato una replica alla Bce, ma non è così”.

Ma l’incontro cruciale della settimana, iniziata con la messa a punto del decreto sblocca Italia e gli interventi sulla spending review in vista della legge di stabilità, è quello con Giorgio Napolitano, che è stato ufficializzato dallo stesso Renzi. “Uno scambio di vedute” viene definito al termine in una nota del Quirinale. Ma è probabile che il premier e il capo dello Stato a Castel Porziano si siano soffermati sulle prossime mosse del governo. Una su tutte, la legge di stabilità – la vecchia finanziaria – che andrà corretta in modo massiccio. Il Quirinale – riporta il Corriere della Sera – si aspetta una serie di provvedimenti mirati al contenimento della spesa per rispettare il vincolo del 3 per cento tra deficit e Pil. Altri temi che i due affronteranno saranno i provvedimenti sblocca cantieri e sblocca Italia. Provvedimenti su cui Renzi punta per far ripartire gli interventi di spesa pubblica.

Il governo punta poi a mettere pesantemente mano alla riforma della giustizia che conta di portare in Consiglio dei ministri del prossimo 29 agosto, lo rende noto un comunicato del Quirinale. Modifiche soprattutto che riguarderanno la giustizia civile. Un segnale da mandare agli investitori stranieri, spaventati – è convinto Renzi – dalle lungaggini del sistema italiano. “Nell’incontro di questa sera il presidente del Consiglio ha riferito al capo dello Stato della sua telefonata con Barack Obama, dei recenti viaggi all’estero a cominciare” dal Cairo “e ha parlato delle decisioni che il governo prepara per l’economia e il lavoro nonché del progetto per la riforma della giustizia” conclude il Colle.

Sempre a Roma, il premier si è recato nel pomeriggio all’aeroporto di Fiumicino per porgere un saluto a Papa Francesco, in partenza per il suo viaggio apostolico in Corea del Sud, in occasione della sesta Giornata della Gioventù asiatica a Daejeon.

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Conti a picco, vertice segreto Renzi-Draghi

di Andrea Cuomo

L’economia affonda, incontro in Umbria tra primo ministro e governatore Bce. Ieri il faccia a faccia con Napolitano.

Roma – È Ferragosto ma il traffico politico pare quello sulla tangenziale all’ora di punta. E va bene la discontinuità con il passato, dare il buon esempio, rompere la tradizione del deserto estivo della politica sublimata nei cosiddetti governi balneari (inutili e frivoli come il tormentone da juke-box ).

Ma l’alacrità del premier Matteo Renzi nelle ore in cui mezza Italia sta sotto l’ombrellone (e l’altra vorrebbe ma non può) è perfino troppa e agita più di qualche sospetto. In poche ore Mario Draghi (incontrato in segreto), Papa Francesco, Re Giorgio. Non è che sta succedendo qualcosa? In particolare l’incontro serale di ieri con il capo dello Stato dà voce a chi parla di una sorta di commissariamento di Renzi da parte del Colle, irritato per alcuni strattoni dati dal premier ai partner europei, di cui Napolitano è la vestale italica. Insomma, la fiducia di Napolitano per Renzi sarebbe appesa a un filo.

Del resto, il quadro è quello che è. Sono ore di pessime notizie economiche per il governo e tutto il Paese. Sul tablet di Matteo continuano ad allinearsi dati economici allarmanti. Dapprima la mazzata sulla decrescita, poi, ieri, i dati Bankitalia secondo cui nei primi sei mesi del 2014 il debito pubblico è aumentato di 99,1 miliardi di euro, toccando quota 2168 miliardi e nel frattempo le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono scese di 3,5 miliardi (7,7 per cento) rispetto allo stesso mese del 2013. E anche un dato apparentemente positivo, vale a dire la diminuzione delle ore di cassa integrazione comunicato dall’Inps (a luglio -25 per cento rispetto allo stesso mese del 2013), sembra fotografare più le difficoltà dell’Inps che il minore bisogno. Anzi, la cassa integrazione straordinaria aumenta: le ore autorizzate a luglio 2014 sono state 50,4 milioni, con un incremento del 18 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

Insomma, il quadro economico è deprimente e quello politico segue la scia. Registrando fibrillazioni insolite per la stagione. E vertici vertici vertici. Il primo incontro ad alto livello di Renzi è stato quello martedì mattina con il presidente della Bce Mario Draghi nella casa di quest’ultimo a Città della Pieve, che avrebbe dovuto restare segreto. Scoperta e rivelata da un quotidiano umbro, la circostanza in realtà sembra aver imbarazzato molto di più Bruxelles («non siamo in grado di confermare l’incontro», la goffa replica dell’entourage di Draghi) che Renzi, il quale ha fatto lo spavaldo: «Sì, ho visto Draghi, lo vedo spesso». E poi, qualche ora dopo: «La stampa italiana ha letto le parole di Draghi in una chiave negativa per l’Italia e quindi il mio ?non ci facciamo commissariare? come una replica al presidente della Bce. Ma non è così. L’Italia non è un osservato speciale, ve lo assicuro».

Poi Renzi, dopo essere stato a Milano in visita ai cantieri dell’Expo («C’è da correre. Tornerò a Milano il 16 ottobre per fare il punto della situazione, ma sono sicuro che i tempi saranno rispettati e il primo maggio 2015, quando inizierà l’Expo, saremo fieri di essere italiani. Non lasceremo il futuro ai gufi e a chi spera nel fallimento del Paese»), aver parlato dei fondi Ue («I fondi europei negli ultimi anni l’Italia li ha spesi peggio di come avrebbe potuto. Abbiamo iniziato a toglierli alle Regioni che non spendono e a metterli sulle scuole. Continueremo a farlo») e aver salutato papa Francesco a Fiumicino prima della partenza di quest’ultimo per la Corea del Sud, ha annunciato un po’ a sorpresa anche una visita a Giorgio Napolitano per la sera di ieri alla tenuta presidenziale di Castelporziano.

Una consultazione, questa, particolarmente delicata. Sul nobile tavolo i temi delle riforme, della situazione economica. Pare che i toni siano stati aspri, nessuna schermaglia vacanziera, ma la richiesta di Napolitano a Matteo perché si rimetta in riga soprattutto nei rapporti con Bruxelles. Com’era bello quando a Ferragosto anche i politici andavano in spiaggia.

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“Incontro Renzi-Draghi? Magari una conferenza stampa congiunta aiuterebbe a capire”. Lo scrive ‘Il Mattinale’, la nota politica del gruppo Forza Italia alla Camera. “Umbria, posto fresco e segreto per anime belle Ma “la verità, la trasparenza? Voi sarete anime belle, cari Renzi e Draghi, ma noi le abbiamo piuttosto irritabili. Magari una conferenza stampa congiunta aiuterebbe a capire di più, a tranquillizzare sul serio. Noi insistiamo. Fuori la verità, viva la trasparenza”.

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Un incontro informale di due ore nella campagna umbra, poco dopo le 9 del mattino di martedì. Matteo Renzi e Mario Draghi si confrontano di persona sulla situazione economica di un’Italia ancora in recessione. E davanti a una bevanda fresca discutono a quattr’occhi della preoccupazione espressa dal presidente della Bce per l’incertezza delle riforme strutturali, che condiziona gli investimenti in Italia, e del cammino intrapreso dal giovane premier proprio su quella via: spingo sulle riforme come un forsennato, avrebbe assicurato Renzi.

A settembre si entrerà nel vivo di capitoli importanti come il lavoro, la P.a., la giustizia civile, le infrastrutture, mentre si metteranno al sicuro i conti con la legge di stabilità. Passaggi di cui Renzi in serata parla a Castel Porziano con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’incontro tra Renzi e Draghi avrebbe dovuto restare riservato. Il premier è atterrato la mattina di martedì in elicottero in un campetto di calcio di Po’ Bandino, frazione di Città della Pieve, dove Draghi trascorre le ferie nella sua casa di campagna. Ma il dispositivo di sicurezza, seppur discreto, ha destato l’attenzione dei cronisti locali del Corriere dell’Umbria, che stamane ha dato la notizia.

Nessun commento da Palazzo Chigi e dalla Bce, che hanno mantenuto una linea di massimo riserbo sui contenuti del colloquio. Finché non è stato lo stesso Renzi, in visita al cantiere dell’Expo a Milano, a confermare: “Sì, ho visto Draghi, lo vedo spesso”. L’incontro, riferiscono fonti parlamentari, sarebbe stato fissato lunedì. E sarebbe stata l’occasione per Draghi da una parte, Renzi dall’altra, di spiegare le parole pronunciate pubblicamente la scorsa settimana e fare un’analisi della situazione, alla luce dei prossimi appuntamenti, italiani ed europei.

Quando la settimana scorsa Draghi per la prima volta ha scandito parole di attenzione preoccupata per lo stato delle riforme dell’Italia, nello stesso discorso in cui auspicava la “cessione di sovranità” dei Paesi dell’Eurozona all’Ue per le riforme strutturali, quelle parole sono suonate alle orecchie italiane quasi come un avviso di commissariamento. Ma Draghi avrebbe spiegato a Renzi che i due passaggi erano distinti, non componevano un attacco o un avvertimento all’Italia o a singoli Paesi. “La stampa italiana ha letto le parole di Draghi in una chiave negativa per l’Italia e quindi il mio ‘non ci facciamo commissariare’ (frase pronunciata in un’intervista al Financial Times, ndr) come una replica. Ma non è così”, con Draghi “era già tutto a posto da prima” dell’incontro, spiega Renzi ai giornalisti. Poi assicura che l’Italia non è osservato speciale in Europa: “Non è così”, non siamo nella situazione del 2011, quando Draghi firmò con Trichet una lettera al governo italiano in cui chiedeva riforme puntuali. “Io non ero qui, ero il sindaco di Firenze”, dice con un sorriso Renzi.

Al presidente della Bce il premier italiano avrebbe ribadito che “concorda dalla A alla Z” sull’invito a non indugiare oltre nelle riforme strutturali. Sono talmente d’accordo, avrebbe detto, che spingo come un forsennato sull’agenda e ho ingolfato il Parlamento di provvedimenti. Dopo il primo via libera alla riforma del Senato, a partire dal Consiglio dei ministri del 29 agosto si riprenderà a correre sulle riforme strutturali che riguardano anche l’economia e sulle quali Palazzo Chigi è al lavoro anche a ferragosto. Dallo Sblocca Italia, alla P.a., alla riforma del lavoro (“Riscriviamo tutti insieme la delega per la modifica dello statuto dei lavoratori”, dice Renzi rifiutando un confronto ideologico). Senza dimenticare un’attenzione particolare allo stato dei conti pubblici, nel rispetto dei parametri europei, e alla necessità di intervenire sul taglio della spesa pubblica.

“Restituiremo l’orgoglio a un Paese che ne ha bisogno come il pane; ce la faremo, non lasceremo il futuro a chi scommette sul fallimento”, afferma Renzi a Milano. Le riforme e i temi economici, a partire dalla legge di stabilità che dovrà essere varata in autunno, sono sul tavolo dell’incontro di oltre due ore che Renzi ha in serata a Castel Porziano con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

“Nell’incontro di questa sera il presidente del Consiglio ha riferito al capo dello Stato della sua telefonata con Barack Obama, dei recenti viaggi all’estero a cominciare” dal Cairo “e ha parlato delle decisioni che il governo prepara per l’economia e il lavoro nonché del progetto per la riforma della giustizia”, ha reso noto il Quirinale. Renzi ha poi illustrato al presidente il progetto per la riforma della giustizia che conta di portare al Consiglio dei ministri del prossimo 29 agosto.

L’attenzione del Quirinale per il rispetto del parametro del 3% nel rapporto deficit-Pil ma anche per un debito pubblico che raggiunge un nuovo record storico, è anche l’attenzione del presidente della Bce. Se l’Eurotower, spiegano gli analisti, deciderà di intervenire a difesa della tenuta dell’euro, magari acquistando titoli di Stato, vuole essere sicura che l’Italia proseguirà sulla via delle riforme e del rigore dei conti.(ANSA)