Renzi esclude manovra nel 2014

7 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Nessuna manovra correttiva dei conti pubblici è in cantiere per il 2014, anche dopo il dato negativo del Pil.

Lo ha ribadito il presidente del Consiglio Matteo Renzi che in un’intervista al Messaggero ha spiegato che “questo dato della crescita evidentemente ha una ricaduta in termini di costruzione del bilancio che però – ha assicurato – sostanzialmente è azzerata dal risparmio che abbiamo sui titoli di Stato: più o meno stiamo lì”.

“Quindi non esiste un problema economico. E questo è il motivo per cui non c’è una manovra in vistà’.

Il premier ha rilevato che “siamo partiti che avevamo lo spread a 200 e da una situazione di Pil a -1,8, quelli sì che erano dati negativi. Oggi siamo a un Pil che è a -0,3 mentre ci aspettavamo più o meno un +0,5 per chiudere allo 0,8%. Riusciremo a vedere dei segnali positivi? È presto per dirlo. Però il punto centrale per noi – ha ripetuto – è non toccare minimamente la manovra di bilancio di quest’anno, a proposito della quale ricordo che abbiamo fatto un taglio delle tasse”.

“Per la prima volta, ripeto, si sono tagliate le tasse. Ancora non se ne vedono i risultati? Questi dati vanno fino a giugno: comprendono appena un mese di bonus e l’abbassamento dell’Irap neppure c’era. I famosi 80 euro valgono per un sesto appena”.

Renzi sostiene che “il dato è negativo, certo. Bene: vuol dire che noi lavoreremo di più. La grande chance – ne è convinto il premier – è trasformare questo numero in occasione di accelerazione delle riforme. I collaboratori qui a palazzo Chigi e i parlamentari giustamente mi dicono: Matteo, ma stiamo già correndo tanto!”

“E non posso dar loro torto. I parlamentari si lamentano di un eccesso di provvedimenti in aula. Ebbene, rispondo che semmai, dopo questi risultati economici, dobbiamo accelerare ancora di più”.

Certo, ha ricordato, ci sono “i gufi…il loro obiettivo è sconfiggerci. Il nostro, cambiare l’Italia. Ecco perchè posso assicurare che con maggior determinazione di prima si va avanti. Gli italiani possono smettere di fidarsi di me se ne hanno voglia, anche se per il momento non mi risulta. Ma quello di cui non possono accusarci – ha sostenuto Renzi – è la mancanza di chiarezza.

La nostra scommessa è: cambiare le regole del gioco, Costituzione e legge elettorale. Avere un profilo più marcatamente mediterraneo e africano nella politica estera. Un grande investimento su cultura ed educazione. E un’operazione sulla spending. Ecco – non ha dubbi Renzi – con questi cinque punti la politica torna ad essere degna di questo nomè’.

Insomma, il dato del Pil non può essere letto anche come una bocciatura del suo governo perchè, ha concluso il presidente del Consiglio, “io so che la scelta che abbiamo fatto la ribadiamo e anzi la rilanciamo con più forzà’.

Nessun sostegno da parte di Forza Italia e di Silvio Berlusconi a quei provvedimenti economici che il governo guidato da Matteo Renzi potrebbe prendere, anche all’indomani del dato estremamente negativo del nostro Pil. Ne è convinto lo stesso premier, che in una intervista al Messaggero ha risposto con un secco “nò’ ad una ipotesi del genere. “Se ci sono singoli argomenti su cui sono d’accordo – ha detto – ben venga, ma mi sembra difficile.

Sulla giustizia, ad esempio, ho capito che non c’è un grande entusiasmo sul nostro piano di riformà’. Renzi ha però rimarcato quello che per lui è “un grande fatto politico: le riforme istituzionali si provano a fare insieme. Un fatto di civiltà del Paese. So bene che i dati sulla crescita creeranno un pò di tensione: questa è stata la settimana del canguro, la scorsa quella del gufo, la prossima sarà dello sciacallo…E va bene, alla fine di questa estate zoologica a me preme che aumenti il numero degli occupatì’.

Il premier, tornando a parlare di Berlusconi, ha sottolineato che “non è in discussionè’ neppure un’ipotesi di appoggio esterno di Forza Italia al suo esecutivo.” Per altro – ha aggiunto – questo tipo di ragionamento nega il valore civile, sociale, politico e culturale dell’operazione sulle regole, che ha un senso proprio nel momento in cui ci riconosciamo avversari politicì’.
(TMNews)