Renzi difende la politica degli 80 euro, “sarà confermata anche nei prossimi anni”

23 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi è tornato oggi, in una intervista al settimanale Tempi, a rivendicare l’importanza dell’erogazione degli 80 euro nelle buste paga dei dipendenti a reddito medio-basso: “Vedo – ha dichiarato – che ancora c’è chi ritiene che gli 80 euro mensili e per sempre a 11 milioni di persone non siano utili. Così come chi dice che tagliare l’Irap del 10 per cento alle imprese è troppo poco. Il solito vizio italiano”. “Certo, si può sempre fare di più, ma noi – ha sostenuto il premier – siamo i primi ad aver fatto il più imponente taglio strutturale delle tasse e la più grande operazione di redistribuzione della ricchezza da decenni e che sarà confermata anche nei prossimi anni. E spero allargata”.

Secondo Matteo Renzi occorre “passare dalla logica del piagnisteo a quella della proposta. E toglierebbe il paese dalle mani dei soliti noti, quelli che vanno in tutti i salotti buoni a concludere gli affari di un capitalismo di relazione ormai trito e ritrito”. Il presidente del Consiglio ne ha parlato nella sua intervista al settimanale Tempi, che ha diffuso alcune anticipazioni. “Questa – ha aggiunto il capo del Governo – è la rivoluzione culturale che serve all’Italia: spalancare le finestre e fare entrare aria nuova”.

«Bisogna togliere il paese dalle mani dei soliti noti, quelli che vanno in tutti i salotti buoni a concludere gli affari di un capitalismo di relazione ormai trito e ritrito. Questa è la rivoluzione culturale che serve all’Italia: spalancare le finestre e fare entrare aria nuova». Sono le parole di Matteo Renzi in una intervista a “Tempi”, di cui sono state diffuse alcune anticipazioni.

Capitolo 80 euro. Renzi conferma che il bonus resterà: «E spero di allargare la platea». «Vedo che ancora c’è chi ritiene che gli 80 euro mensili e per sempre a 11 milioni di persone non siano utili. Così come chi dice che tagliare l’Irap del 10 per cento alle imprese è troppo poco. Il solito vizio italiano. Certo, si può sempre fare di più, ma noi siamo i primi ad aver fatto il più imponente taglio strutturale delle tasse e la più grande operazione di redistribuzione della ricchezza e che sarà confermata anche nei prossimi anni. E spero allargata».

In tema economico il premier conferma l’impegno dell’Italia: «Noi manteniamo l’obiettivo del 3 per cento. E ciò accadrà anche se altri fossero costretti ad allontanarvisi. Tutto il resto mi pare forzato e prematuro. Quando poi sento parlare di aiuto esterno mi scappa da ridere. L’Italia – aggiunge – dà all’Europa più soldi di quelli che l’Europa dà all’Italia». Lo «Sblocca Italia» ha poi aggiunto il premier, mobilitando circa 43 miliardi di risorse, si occuperà anche «di efficienza energetica, reti digitali e semplificazioni burocratiche».

Sul futuro ruolo italiano all’interno dell’Ue: «Ci vuole lo spirito del maratoneta. Chiarezza sull’obiettivo finale e passo dopo passo si va avanti a viso aperto. Alla fine di questo percorso sono certo che l’Italia, grazie alle straordinarie qualità dei suoi cittadini, tornerà ad essere la guida, non il problema, dell’Europa».

Altro nodo da affrontare, la riforma della scuola: «Sulla scuola stiamo lavorando, e seriamente, con il ministro Giannini e con la sua squadra. E il 29 agosto presenteremo una riforma complessiva che, a differenza di altre occasioni, intende andare in direzione dei ragazzi, delle famiglie e del personale docente che è la negletta spina dorsale del nostro sistema educativo». L’istruzione non è un problema, ribadisce il premier, ma «un asset strategico del nostro Paese, che va valorizzato e messo in sicurezza. In ogni caso – aggiunge Renzi – la sfida educativa è la mia priorità. Tra dieci anni l’Italia non sarà come l’avranno fatta i funzionari degli uffici studi delle banche o i politici di Montecitorio; l’Italia sarà come l’avranno fatta le maestre, i maestri, gli insegnanti».