Renzi a Piazza Affari: “Tassa 26% su rendite? Lo rifarei domattina”

4 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – In Italia “ritengo che il capitalismo di relazione abbia prodotto alcuni effetti decisamente negativi”. E’ quanto ha detto il premier Matteo Renzi, nel corso del suo intervento a Piazza Affari, precisando che è “il momento di mettere la parola fine a un sistema basato sulle relazioni più che sulla trasparenza e sull’apertura con il mondo che sta fuori”.

La Borsa “non può essere considerata il doveroso approdo naturale” delle imprese “ma deve essere considerata come uno degli strumenti con i quali affermare quei principi di trasparenze, di curiosità e apertura al mondo che sono per me sono fondamentali”.

Parlando in occasione di un confronto con gli imprenditori che si sono riuniti a Palazzo Mezzanotte, nel commentare la norma che ha alzato l’aliquota dal 20% al 26% sulle rendite finanziarie, Renzi ha detto, con tutta tranquillità: “io sono il responsabile, ne sono profondamente convinto e lo riferai domattina”.

“E’ una fatto di serietà da parte nostra”, ha aggiunto, ricordando comunque che la tassazione sui titoli di Stato è invece rimasta invariata al 12,5%.

Renzi ha anche reso noto che è in corso uno studio per la riforma dei fondi pensione. In Italia, ha detto, i fondi pensione “hanno un grado di investimento nel nostro paese fra i più bassi a livello Ue e mondiale. E’ necessaria una strategia diversa sui fondi pensione e ci sta lavorando Padoan con il rinnovo dei vertici Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione ndr)”.

Sul capitalismo di relazioni, Renzi ha lanciato un chiaro messaggio agli imprenditori: “Apritevi, se il capitalismo di relazioni è morto, e questa è la nostra scommessa, tocca a voi tirar su l’ancora, abbiate il coraggio di aprire le vostre aziende, magari scendere da un 100% e arrivare più in basso, solo così il paese diventa grande”. Renzi si è rivolto con queste parole ai rappresentanti delle società quotate e alle pmi prossime alla quotazione presenti a Palazzo Mezzanotte.

“Non bisogna dare tutte le colpe alla politica per quello che è successo in questi ultimi 20 anni, è troppo comodo e ingiusto perchè è un problema anche di classe dirigente, non tocca solo a noi. Per anni imprese, banche, fondazioni hanno pensato che si potesse andare avanti dialogando solo tra di loro; quel sistema è morto, la politica è fuori da questo gioco. Ora l’impresa ci dia una mano a cambiare questo sistema”.

Renzi ha continuato: “la Borsa non è solo un luogo in cui venire a trovare un po’ di soldi freschi; per noi è un cambio di mentalità, impone di entrare nel futuro con la consapevolezza delle proprie radici e la voglia di costruire un orizzonte diverso. Se ai vostri figli non arriverà il 100% dell’azienda ma la voglia di costruire un pezzo di futuro credo che in questo modo il paese sarà migliore”.

Sulla creazione di una bad bank, Renzi si è così espresso: “Stiamo negoziando con l’Unione europea e la Commissione alcune ipotesi di intervento”.

“Per noi questa è una priorità assoluta e fa il paio con l’operazione sulle banche popolari”. “Il passaggio successivo è portare il sistema regolatorio delle banche, soprattutto su crediti e sofferenze, sempre più vicino alla legislazione europea”.

Il premier è arrivato a Piazza Affari, in una Milano reduce dagli attacchi dei black block che hanno devastato la città lo scorso 1° maggio, in occasione dell’apertura dell’Expo. Una Milano che è stata ripulita dai suoi stessi abitanti, e dopo la manifestazione ‘Nessuno tocchi Milano’, in cui hanno partecipato 20.000 cittadini circa.

Renzi incontrerà le società quotate, simbolo del Made in Italy e le Pmi del programma Elite di Borsa. Nessuna dichiarazione è stata rilasciata dal presidente del Consiglio al suo arrivo a Palazzo Mezzanotte.

Renzi parlerà con gli imprenditori italiani, successivamente farà ritorno a Roma per incontrare il presidente del Turkmenistan, Gurbanguly Berdimuhamedov.

Milano è stata intanto blindata in occasione della “prima” di Renzi in Borsa.