Rendimenti Usa fermi da 48 ore circa. Perchè?

14 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) –I trader del mercato FX nuovamente si sono accaniti contro il biglietto verde, portando la valuta “zoppicante” ai minimi storici contro il Franco Svizzero e contro il Dollaro Australiano. Che può biasimarli, dopo che le minute della Fed hanno mostrato una crescente propensione per un’ulteriore espansione monetaria?

Come risultato, i partecipanti al mercato hanno scaricato dollari contro tutto, incluso l’euro e la sterlina, e le discese potrebbero continuare se i dati macroeconomici di oggi e domani uscissero negativi. L’USD potrebbe in effetti perdere ancora 1-2% prima di invertire la rotta.

Da una prospettiva fondamentale, il dollaro non ha sostegno, e solo i mercati obbligazionari sembrano aver scontato anche il meeting della Fed di novembre. Poi stanotte un ulteriore avvenimento ha spinto il mercato a superare 1,4000 nuovamente sull’EurUsd: l’Autorità Monetaria di Singapore ha allargato lievemente la banda del SGD contro un paniere di valute.

Singapore è a tutti gli effetti la “Svizzera” dell’Oriente, con ingenti flussi di capitali in entrata che stanno spingendo a rialzo il Singapore Dollar come mai prima d’ora. Il mercato non si aspettava una politica di tipo “laissez-faire” e la reazione del mercato FX si capisce solo tenendo conto del meeting dello scorso weekend (IMF) in cui USA ed Europa hanno pressato i paesi emergenti affinchè lascino apprezzare le proprie valute in modo da ribilanciare la domanda globale di beni, per combattere la politica valutaria della Cina.

Tornando invece ai driver fondamentali del USD, abbiamo a lungo parlato del rapporto tra rendimenti sui bond USA ed il UsdJpy: FX e bond vengono guidati dalle medesime aspettative sul Q.E. e non è una sorpresa vedere la stretta correlazione tra di loro.

Nelle ultime 48 ore i rendimenti USA sono “fermi” e quindi i trader non hanno aumentato le proprie posizioni short, in contrasto agli esuberi sui mercati azionari, delle commodities, e dell’FX. Potrebbe essere una lieve incongruenza, oppure potrebbe essere un segno di un potenziale “arrivo” per l’USD.

Tra oggi e domani arrivano i prezzi alla produzione, la bilancia commerciale ed i jobless claims. Intanto l’EurUsd ha raggiunto il massimo da 8 mesi a questa parte e questo movimento viene sostenuto anche da alcuni driver, fondamentali e non: la differenza tra le politiche tra Fed (in modalità accomodante) e ECB (immobili all’1%), e la scadenza di alcune opzioni “barriera” poste a 1,4000.

Per chi invece guardasse la sterlina, solo l’EurGbp sta mostrando la vera forza della sterlina. Il Cable invece viene guidato dall’appetito per i dollari e oggi dovrebbe muoversi solo in base a questo. E lo Yen? I dati macroeconomici usciti di recente mostrano i danni provocati dalla forza dello Yen, e Shirakawa, Noda e Kan sono attivi ai microfoni per attuare interventi “open mouth” cercando di indebolire “verbalmente” la valuta mostrando un interesse attivo e costante per le condizioni del mercato FX. Peccato che sono ancora totalmente inefficaci.

Vediamo ora l’analisi tecnica, incominciando some sempre con il cambio eurodollaro.

Su questo cambio vediamo una ripresa della pressione rialzista piuttosto importante: in meno di due giornate, infatti, abbiamo assistito ad un recupero dei prezzi di almeno 300 punti. Questo, come ipotizzavamo già ieri, potrebbe aprire nuovamente la strada alla salita dell’euro, soprattutto alla luce della rottura dell’area di massimo precedente compresa fra 1.4010 e 1.4030.

Seppure sia passato del tempo (9 mesi per l’esattezza) l’unico livello che possiamo notare dall’osservazione di un grafico giornaliero del passato è dato da 1.42. A questo livello si sono concentrati infatti due test con successivo rimbalzo di qualche figura. Il livello importante di supporto ora, oltre che nel breve in area 1.40, si trova sempre prossimo a 1.38.

Nuova rottura ribassista del minimo precedente sul cambio UsdJpy. Come suggerito da qualche giorno, confermato con la rottura del supporto a 81.40, sembra essere quindi ancora molto rischioso andare contro la tendenza principale solamente perché “è basso”. Dobbiamo necessariamente attendere delle conferme prima di poter schierarci con una ripresa del biglietto verde.

A questo punto, essendo ancora il mercato pesantemente sbilanciato lungo, possiamo ipotizzare ancora il raggiungimento del minimo storico a 79.80 (se ci pensate in effetti non manca poi così tanta strada, 140 pips) prima che il mercato dia segnali di rialzo. Continuiamo ad ipotizzare, supportati da un grafico orario, che la ripresa al sopra di 83 figura possa essere uno di questi segnali.

La risalita del cambio EurJpy è stata fermata ancora una volta da un preciso livello statico, molto evidente su un grafico orario, 114.70. Esattamente intorno a questi prezzi vediamo che si trova infatti una linea di resistenza toccata non meno di 7 volte, fatto che ne conferma la validità. Al di sopra di questo livello ci attendiamo volatilità sufficiente al cambio per andare a rivedere il massimo di 115.65 da cui, mercoledì della passata settimana, è incominciata la breve parentesi di storno.

Anche il cable si trova molto vicino ad una possibile svolta rialzista. Non manca molto infatti al superamento di 1.60-1.6020. Nel breve rimaniamo molto fiduciosi che questo possa avvenire sempre che non capitoli il supporto individuabile a 1.5960.

Parlavamo ieri di due livelli dinamici su GbpJpy: ebbene il primo a 130 è stato oltrepassato il tardo pomeriggio di ieri fornendo così una prima idea di un rialzo del cambio. Lo stesso livello, che nel frattempo, essendo dinamico, si è mosso sino a 129.70, è alla prova di “pull back”. Questo potrebbe dare la conferma dell’effettiva rottura e spingere i prezzi al secondo livello di resistenza a 131.90.

Parliamo ancora di sterline, ma conto euro ora, per notare come la tendenza sia ancora in direzione di una salita. Ancora in atto e non ancora rotta, in questo caso, la trendline che dal 9 settembre segue la salita. Il livello di supporto per le prossime ore è dato da 0.8730.

Concludiamo con il cambio UsdChf, dove la discesa continua sostenuta senza, per il momento segnali di inversione. In questo caso le posizioni sono meno sbilanciate a favore del dollaro (sempre secondo il nostro indicatore SSI http://www.dailyfx.com/technical_analysis/sentiment/ ), ma comunque dobbiamo attendere conferma prima di posizionarsi a favore di una risalita. La trendline superiore su grafico a 4 ore quasi coincidente con la media mobile esponenziale a 100 periodi, passanti a 0.9750, se rotte potrebbero rappresentare questa conferma.

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