Referendum trivelle: vince l’astensionismo e Renzi gongola

18 Aprile 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – L’aveva sostenuto, così come l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ed evidentemente era sicuro di aver puntato sul cavallo giusto: quello dell’astensionismo. E il premier Matteo Renzi ha avuto la meglio, dal momento che il referendum sulle trivelle si è concluso con un fallimento: il quorum – richiesto il voto della metà degli elettori più uno – non è stato raggiunto, e si è fermato al 31%.

Renzi ha subito lanciato una frecciatina: “La demagogia non paga”.

Stando ai numeri definitivi diffusi dal sito del ministero dell’Interno, a votare è stato il 31,18%. Il dato considera il risultato nazionale, il 32,15%, insieme a quello estero, il 19,73%.

Quanto agli scrutini vincono senza dubbio i sì: 13.334.764 italiani, l’85,84% dei votanti, ha espresso voto favorevole. I no si fermano al 14,16%, pari a 2.198.805. Le schede bianche sono state 104.420 (0,66%); le schede nulle 168.136 (1,06%); quelle contestate e non assegnate 663 (0%).

Così Renzi, che afferma che l’esito del voto è una vittoria contro quei “pochissimi consiglieri regionali e qualche presidente di Regione” che volevano farne solo “una conta” politica. E ancora, il presidente del Consiglio parla di un “risultato netto, chiaro, superiore alle aspettative”. Di fatto: “L’Italia ha parlato. Questo referendum è stato respinto (…) Ora ci sarà la solita triste esibizione dei politici vecchio stile che dichiarano di aver vinto anche quando hanno perso. In politica bisogna saper perdere“.

Messaggio rivolto molto probabilmente al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che ha guidato gli amministratori ribelli nel Pd, mettendosi apertamente contro Renzi.

Così Emiliano:

“Abbiamo superato la soglia di 10 milioni di voti che consideravamo necessaria per poter parlare di un successo: il governo dovrà tenerne conto”.

E, in un’intervista, Emiliano fa notare come Renzi non abbia molto per cui esultare:

“Il governo aveva tentato un’operazione segreta: inserire nello Sblocca Italia norme che avviavano la trivellazione nelle 12 miglia. Quando abbiamo provato a discutere, il governo non ci ha ricevuto. E solo di fronte al referendum si è dovuto fermare, bloccando le nuove trivellazioni entro le 12 miglia. Un successo enorme” perchè “un popolo si è ribellato, da oggi il premier farà i conti con me” aggiunge Emiliano a Repubblica.

Per Emiliano si tratta di:

“una grande vittoria politica che ha dimostrato come, col sabotaggio sistematico della comunicazione di governo, con l’opposizione strenua dei poteri forti di questo paese e non solo, a cominciare dai petrolieri, con le correnti o pseudo tali del partito di maggioranza che non hanno fatto altro che remarci contro, ebbene contro tutto questo, dodici milioni di italiani sono andati alle urne infischiandosene di chi ha fatto di tutto per indurli a rimanere a casa. Vi sembra poco?“.