Referendum sulla riduzione dei parlamentari, tutto ciò che c’è da sapere

1 Settembre 2020, di Alberto Battaglia

Il referendum sul taglio dei parlamentari si terrà il 20 e 21 settembre: ecco le informazioni fondamentali per il voto

Le date per il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari sono state fissate per il 20 e 21 settembre. Agli italiani sarà chiesto di approvare o rigettare la riduzione del numero dei deputati da 630 a 400 unità e dei senatori, da 315 a 200 unità. Non sono previste ulteriori modifiche all’assetto costituzionale, per cui, in caso di vittoria del “Sì” le procedure per l’approvazione delle leggi e tutte le altre funzioni svolte dalle camere e dalle commissioni resteranno inalterate. Secondo l’Osservatorio sui conti pubblici diretto da Carlo Cottarelli, la riforma produrrebbe un risparmio netto pari a 57 milioni di euro all’anno.

Come per ogni altro referendum costituzionale, non è previsto il raggiungimento del quorum per la validità del voto: si affermerà, pertanto, la maggioranza espressa dai voti validi, a prescindere dal numero dei votanti.

Il Dipartimento per gli Affari interni e territoriali ha diffuso una serie di domande frequenti, con relative risposte, su una serie di dettagli tecnici sul voto. Ne riproponiamo alcune.

  1. Qual è il quesito stampato sulla scheda?
    Il quesito stampato sulla scheda è:
    “Approvate il testo della legge costituzionale concernente «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?”
  2. Quali sono i documenti di identità da presentare al momento del voto?
    I documenti di identità da presentare al momento del voto sono quelli ricompresi in una delle tre seguenti categorie:
    a) carta  d’identità o altro documento d’identificazione munito di fotografia, rilasciato da una pubblica amministrazione, anche se scaduto, purché sia sotto ogni altro aspetto regolare ad assicuri l’identificazione dell’elettore;
    b) tessera di riconoscimento rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’I talia, purché munita di fotografia e convalidata da un Comando militare;
    c) tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, purché munita di fotografia.
  3. Si può accedere nella cabina elettorale con il telefono cellulare?
    No. Il telefono cellulare deve essere consegnato ai componenti del seggio prima di entrare nella cabina elettorale. Sono previste sanzioni per coloro i quali non si attengono a tale disposizione.
  4. Dove e come si rinnova la tessera elettorale che ha esaurito i diciotto spazi per la certificazione del voto?
    La tessera elettorale si rinnova presso l’ufficio elettorale del comune di residenza; è opportuno che gli elettori che hanno necessità di rinnovare la tessera elettorale si rechino per tempo presso tale ufficio al fine di evitare una concentrazione delle domande nei giorni immediatamente antecedenti ed in quelli della votazione; l’ufficio elettorale resterà comunque aperto dalle ore 9 alle ore 18 nei due giorni antecedenti la data della consultazione e, nei giorni della votazione, per tutta la durata delle operazioni di voto, e quindi dalle ore 7 alle ore 23 di domenica 20 settembre e dalle ore 7 alle ore 15 di lunedì 21 settembre.
  5. Come può esercitare il diritto di voto chi si trova ricoverato in un ospedale?
    L’elettore ricoverato presso una struttura sanitaria può votare nelle sezioni ospedaliere, purché la struttura che lo ospita abbia almeno 100 posti-letto. Se invece è ricoverato in una struttura con meno di 100 posti-letto, il suo voto viene raccolto da appositi seggi speciali, previa domanda.
  6. Gli elettori positivi al COVID-19 che sono sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario presso la propria abitazione possono votare alle consultazioni referendarie?
    Sì, possono votare, facendo pervenire al sindaco del comune nelle cui liste sono iscritti, in un periodo compreso tra il 10° e il 5° giorno antecedente quello della votazione:
    a) una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso il proprio domicilio e recante l’indirizzo completo di questo;
    b) un certificato, rilasciato dal funzionario medico designato dalla ASL, in data non anteriore al 14° giorno antecedente la data della votazione, che attesti l’esistenza delle condizioni predette.
  7. Gli elettori ricoverati nei reparti COVID delle strutture sanitarie possono votare?
    Sì, possono votare nelle sezioni ospedaliere, purché le strutture che li ospitano abbiano almeno 100 posti-letto. Se invece sono ricoverati in strutture con meno di 100 posti letto, il loro voto viene raccolto da appositi seggi speciali.
  8. Gli studenti che partecipano a progetti di formazione all’estero possono esprimere il loro voto per corrispondenza nella località in cui si trovano al momento della consultazione?
    Si. La legge 6 maggio 2015, n.52, (“Italicum”) ha modificato anche la normativa sul voto all’estero, prevedendo – in occasione di elezioni politiche o referendum nazionali – la possibilità di votare per corrispondenza all’estero per gli elettori (ed i loro familiari conviventi) che, per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi, nel quale è ricompresa la data della votazione. Al tal fine, tali elettori dovranno formulare al comune di iscrizione un’espressa opzione per il voto all’estero, valida per un’unica consultazione, che deve pervenire al comune entro e non oltre il 19 agosto.