Reddito minimo verso il rinvio alla seconda parte del 2019

10 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

In più occasioni sia Salvini che Di Maio hanno indicato le priorità del governo da inserire nella prossima legge di bilancio  in preparazione, ossia Flat tax, riforma pensioni e reddito di cittadinanza che, a loro dire, partiranno tutte  insieme dal 2019.

Ma come scrive oggi Il Messaggero si parla di un rinvio di quest’ultimo, cavallo di battaglia dei pentastellati.

“In queste ore è spuntata l’ipotesi, caldeggiata dalla Lega e allo studio del Tesoro, di farlo partire nella seconda parte del prossimo anno. Un modo come un altro per risparmiare qualche miliardo e mettere a punto la riforma degli strumenti di sostegno per i più bisognosi”.

Per quanto riguarda le altre misure fornisce qualche anticipazione dalla pagine de Il Corriere della Sera Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture e consigliere economico di Matteo Salvini secondo cui si farà il condono (la pace fiscale) per i più deboli e per l’Irpef l’obiettivo potrebbe essere al 15% in tre anni.

“L’obiettivo è avviare il contratto di governo, dalla flat tax, alla pace fiscale, alla quota 100 per le pensioni, in un’ottica di legislatura. Non si può fare tutto in un anno. Il nostro impegno è quello di portare l’Irpef al 15% nel giro di tre anni (…) Daremo subito un segnale molto forte ai titolari delle partite Iva applicando un’imposta piatta. Stiamo valutando le soglie, potrebbero essere il 15% fino a 65 mila e il 20% per la parte eccedente, fino a 100 mila euro. Fino a 65 mila euro sarebbe un’imposta forfettaria che assorbirebbe tutto, anche l’Iva (…) Vogliamo ridurre l’aliquota al 15% per chi reinveste i profitti in beni strumentali, posti di lavoro, o li destina all’aumento del capitale fino a un milione di euro. Ed estenderemo il regime, per tre anni, alle imprese che riportano la produzione in Italia, a prescindere dalla dimensione”.

Sull’Irpef infine Siri afferma che si sta valutando l’opportunità, l’impatto, la spesa.

“Ragioniamo su come procedere: se ridurre l’aliquota sul primo scaglione subito, o immaginare qualcosa di più importante dopo. Per questo  consideriamo l’opportunità di intervenire più incisivamente tra un anno. Deve essere un intervento ben percepibile. Il traguardo è il 15% entro tre anni”.