È il giorno del reddito di cittadinanza: governo trova l’intesa

17 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

Dovrebbe arrivare oggi il via libera definitivo al decretone che introduce reddito di cittadinanza e quota 100. In mattinata un Consiglio dei ministri per fare il punto sulle questioni ancora in bilico tra cui una riduzione di coloro che avranno diritto a usufruire delle due norme.

Se il summit di oggi dovesse avere esito positivo, il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi intorno alle 16 per approvare il decreto che passerà poi al presidente della Repubblica per la firma e la successiva pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Che sia la volta buona per far vedere la luce alle due misure capisaldi del governo giallo-verde lo si evince dalle parole del premier Giuseppe Conte.

Oggi sarà un giorno importante: approveremo le misure più qualificanti dal punto di vista politico e sociale della nostra attività di governo. In Italia è elevatissima la percentuale di furbetti dell’Isee”. “Questa riforma contiene contromisure adeguate. E in fase attuativa saremo molto vigili contro i furbi che pensano di poter abusare di questa misura (…) Abbiamo predisposto strumenti di controllo in modo da poter incrociare le banche dati e di permettere all’Inps e alla Guardia di Finanza di fare tutte le verifiche sulle dichiarazioni Isee. Sono fiducioso che le misure saranno efficaci per contrastare gli abusi.

In merito al coinvolgimento delle agenzie del lavoro, i navigator, le regioni, l’Inps, e all’erogazione del reddito di cittadinanza per aprile, il premier Conte intervistato da La Stampa afferma:

“Stiamo lavorando proprio per questo. È chiaro che è una road map con tempi molto stringenti e un percorso serrato, ma abbiamo già iniziato a lavorare per l’attuazione del provvedimento e farci trovare pronti (…) Abbiano trovato un punto di convergenza su una soluzione condivisa. Chi ha un familiare disabile a carico non sarà costretto ad accettare un lavoro che ricada in un raggio sopra i 250 km dalla propria abitazione per non perdere il sussidio e, in caso si decidesse comunque di non rinunciare alla proposta lavorativa, si avrà diritto a un incentivo di un anno: 12 mesi di reddito di cittadinanza garantito. Poi stiamo parlando di un decreto legge, vedremo se nel corso del dibattito parlamentare ci sarà la necessità di ulteriori affinamenti”.

In arrivo anche la riforma pensioni con l’avvio di quota 100. Fonti di governo rassicurano anche su una intesa riguardo al tfr dei dipendenti statali.

“Nessun problema sul fronte del trattamento fine rapporto per gli statali. Secondo il testo che è in via di perfezionamento in queste ore, il tfr sarà quasi interamente erogato immediatamente a chi va in pensione. Questo sarà possibile grazie a un accordo tra Stato e le banche senza alcun onere a carico del lavoratore. La parte residuale sarà erogato secondo le norme previste dalla legge”.