Reddito di cittadinanza e salario minimo: differenze

21 Febbraio 2019, di Livia Liberatore

Al primo sguardo si potrebbe fare confusione, ma il reddito di cittadinanza approvato in Italia il 17 gennaio 2019 è molto diverso dal salario minimo. Il salario minimo è la paga minima che spetta ai lavoratori definita dalla legge, e che può essere oraria, giornaliera o mensile. Nell’Unione europea a prevedere questa misura sono 22 Paesi su 28. I restanti sei Stati, Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Svezia e Italia affidano l’individuazione della paga di base alla contrattazione collettiva dei vari settori.

Già dalla definizione sono chiare le differenze con il reddito di cittadinanza introdotto in Italia dal governo Conte. Il reddito è una misura allo stesso tempo di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà. Si tratta di una somma erogata dallo Stato a intervalli regolari ai cittadini che fanno domanda e che hanno determinati requisiti, ed è associato ad un percorso di reinserimento lavorativo e sociale. L’entità del reddito che sarà corrisposto è varia, anche se in ogni caso il beneficio economico non può essere inferiore a 480 euro netti. In sostanza, si tratta di un sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari.

Diversamente dal reddito di cittadinanza, il salario minimo mira a tutelare in particolare i working poors, i poveri nonostante il lavoro e ad assicurare un minimo di stipendio al di sotto del quale non si può scendere. Ancora un’altra cosa è il concetto di reddito minimo garantito: il reddito di cittadinanza si avvicina all’idea di reddito minimo garantito ma con alcune differenze.

Il salario minimo in Italia

Nel nostro Paese non è previsto un salario minimo. Dal 2014, in realtà, la legge delega sul Jobs Act prevedeva la sua introduzione nei settori non regolati dai contratti nazionali. Ma l’idea ha incontrato l’opposizione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. Il loro timore è che una soglia retributiva minima fissata per legge possa ridurre il potere e alla fine sostituire i contratti collettivi. I minimi salariali esistono già all’interno dei contratti collettivi di lavoro e secondo alcuni studi, sono fra l’altro generalmente più alti delle norme europee sul salario minimo.

Oltre il reddito di cittadinanza

“Con il salario minimo orario, l’altra grande battaglia di civiltà collegata al Reddito di Cittadinanza, garantiremo il diritto ad un giusto stipendio per tutti i lavoratori. È finita l’epoca delle politiche contro i lavoratori: dignità e diritti per tutti”, si legge in un post pubblicato a gennaio sulla pagina Facebook del Movimento 5 Stelle. In uno dei commenti il M5s precisa: “Il salario minimo orario sarà pari a quello attualmente vigente in Germania”. Nel Paese il salario orario minimo legale dal gennaio 2019  è pari a 9,19 euro l’ora e dall’anno prossimo salirà ancora a 9,37 euro.