Reddito di cittadinanza: è bufera tra “furbetti” e domande flop

16 Agosto 2019, di Mariangela Tessa

Il reddito di cittadinanza, misura fortemente voluta dal M5S, torna al centro del dibattito dopo l’allarme lanciato qualche giorno fa dal viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia, secondo cui dalle prime verifiche della Gdf sarebbero numerosi (il 70% per la precisone) coloro ai quali è stato erogato il sostegno senza averne diritto.

Numeri smentiti dall‘Inps che ha fatto sapere che dall’inizio dell’anno la Guardia di Finanza ha scoperto 3mila furbetti che hanno ottenuto il reddito di cittadinanza, ma nonostante questo continuavano a lavorare in nero. I controlli sarebbero poco meno di 4.500 a fronte di 922.487 sussidi già erogati.

A questo proposito il numero uno dell’INPS, Pasquale Tridico ha spiegato:

“Abbiamo continui contatti con l’Agenzia delle Entrate, l’Ispettorato nazionale del Lavoro, la Guardia di Finanza e le altre Autorità di controllo e l’azione sinergica delle Amministrazioni dello Stato sta facendo emergere il lavoro nero di chi ha provato comunque a chiedere il reddito di cittadinanza, anche se la maggior parte di chi lavora a nero non fa domanda di Reddito di cittadinanza. In particolare, la Guardia di Finanza ha a disposizione 600mila beneficiari da noi forniti; di questi esaminerà i profili di rischio, cioè individuerà una piccola parte che, per come selezionata, è anche possibile raggiunga elevate percentuali di irregolarità, ma questo dimostrerà la bontà dei sistemi di individuazione del rischio e di controllo adottati, restando poco rilevante rispetto al totale dei beneficiari. Al momento comunque non ci sono dati”.

Mentre appare ancora difficile fare chiarezza sulla questione al centro della querelle tra Garavaglia e Tridico, un nuovo campanello d’allarme è arrivato dal Codacons che, sulla base dei dati Inps, evidenzia che solo 1 cittadino su 3 avente diritto alla misura ne beneficia. “Un dato preoccupante – fa sapere l’associazione dei consumatori –  che attesta come il sussidio non abbia fatto breccia tra gli italiani, neanche fra chi aveva diritto a chiederlo”