Reddito di cittadinanza, boom in Lombardia: ma povertà non era problema Sud?

12 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Dal 6 marzo, giorno ufficiale dell’avvio, sono state presentate a Poste Italiane 141.109 domande per il reddito di cittadinanza, di cui 21.073 online e 120.036 negli uffici postali.

Lo comunica il ministero del lavoro e delle politiche sociali secondo cui le prime cinque regioni per numero di richieste sono la Campania (18.832), Lombardia (18.616), Sicilia (15.994), Lazio (13.367) e il Piemonte (13.056). Come si nota dai dati del ministero a dispetto delle previsioni il sussidio targato Cinque Stelle è molto richiesto al Nord. Secondo le stime del Ministero del Lavoro i milanesi che potrebbero accedere al Reddito saranno intorno agli undicimila. Di questi, circa 5.745 (gli stessi che più o meno ricevevano il Rei) avranno il sussidio attraverso il Comune di Milano, come riporta IlGiornale, e a meno di colpi di scena il 55% sarà italiano e circa il 44% straniero.

Nei giorni scorsi nel suo intervento al ‘Villaggio Rousseau’, il vicepremier nonché ministro del lavoro e delle politiche sociali Luigi Di Maio sottolinea:

“Noi oggi siamo in Lombardia e proprio la Lombardia, in queste ore, è la prima regione per numero di richieste. Ci tengo a evidenziarlo per dire che a tutti può capitare di avere delle difficoltà ed è quando ci sono le difficoltà inattese che capisci se hai uno Stato dalla tua parte o non ce l’hai (…) il reddito di cittadinanza non è un punto d’arrivo, ma rappresenta la messa in sicurezza di una società”.

Nel frattempo arriva l’intesa Stato-Regioni sui navigator, le persone che dovranno guidare i beneficiari del reddito di cittadinanza verso l’inserimento nel mercato del lavoro. Verranno assunti con contratto di collaboratore  3.000 navigator, la metà rispetto alla previsione iniziale di 6.000 unità, che dovranno lavorare in stretta connessione con i centri con l’impiego.