Reddito di cittadinanza: al via a Livorno la proposta-simbolo del M5S

9 Giugno 2016, di Alessandra Caparello

LIVORNO (WSI) – “Questi soldi mi hanno ridato la dignità di essere cittadino”. Parla così Tito Saccomani, artigiano edile 61enne di Livorno che a causa della crisi ha dovuto chiudere bottega e oggi vive con il reddito di cittadinanza da 500 euro al mese approvato dalla giunta comunale a 5 stelle guidata dal sindaco Filippo Nogarin. Come Tito Saccomani altri 100 abitanti di Livorno in difficoltà economiche, come racconta La Stampa, stanno sperimentando la proposta simbolo dei grillini.

“Ero artigiano edile. Avevo tre dipendenti, era stimolante. Poi è cambiato tutto: le regole, il mercato, l’Italia. La crisi picchiava duro. Io lottavo e aspettavo che passasse, ma non finiva mai. Ho perso tutto. Nel 2010 mi sono arreso e ho chiuso (…) Nei primi giorni è stata dura. La verità è che mi vergognavo. Nella mia vita precedente uscivo di casa per andare a faticare, non per chiedere l’elemosina al Comune. Ma quei soldi fanno comodo, mi hanno ridato la dignità di essere cittadino”.

Il reddito di cittadinanza partito a Livorno è in fase sperimentale visto che dura solo per 6 mesi e se sussistono i requisiti previsti, ossia residenza nel Comune da almeno cinque anni, disoccupazione e iscrizione al centro per l’impiego, reddito familiare non superiore ai 6530 euro.

La misura – giurano dal Comune – nel 2017 si renderà strutturale. Secondo quanto afferma Ina Dhimigjini, assessore al Sociale del comune di Livorno, sono arrivare 997 domande per il reddito di cittadinanza, di cui però 73 sono state rigettate per mancanza dei requisiti. In cambio dei 500 euro mensili, il Comune ha invitato a svolgere lavori socialmente utili. La risposta finora è stata sopra le aspettative e visti i numeri positivi il sindaco Nogherin promette un allargamento della platea.

“L’ambizione è di estendere il reddito di cittadinanza a duemila persone entro fine mandato, sperando che nel mentre qualcuno trovi lavoro e non ne abbia più bisogno. Se un livornese non ha da mangiare, io devo aiutarlo. Altrimenti non potrei più guardami allo specchio”.

Il reddito di cittadinanza così come sperimentato nella città toscana piace alle due candidate pentastellate in gara ai prossimi ballottaggi del 19 giugno: Virginia Raggi a Roma e Chiara Appendino a Torino. Ma c’è anche chi critica aspramente queste misura, additandola – come fa Pietro caruso, capogruppo Pd al Comune – come “una presa in giro”, visto che il contributo erogato è sotto a quello previsto con la social card per le famiglie numerose.