Recovery fund, la proposta franco-tedesca: 500 miliardi a fondo perduto

19 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

Un bazooka da 500 miliardi di euro, a fondo perduto, raccolti sul mercato attraverso bond della Commissione europea, destinati ai Paesi ai più colpiti dall’emergenza sanitaria. Questa la proposta che Francia e Germania lanciano per ritrovare l’unità a 27 attorno al “Recovery Fund”.

Anche se il piano richiede ancora il consenso di tutti i Paesi del blocco, sarebbe un grande passo verso la mutualizzazione del debito, un tempo un tabù per i governi tedeschi che temono che i loro contribuenti debbano sopperire all’irresponsabilità fiscale di altri.

Le obbligazioni andranno sul mercato usando come garanzia per gli investitori il bilancio dell’Unione del 2021-2027 e che saranno destinati. In più i fondi, come dicevamo, verranno concessi a titolo di sovvenzioni, non prestiti, a disposizione delle regioni e dei settori più colpiti dalla pandemia.

“Non è un accordo dei 27 paesi dell’Unione europea, è un accordo franco-tedesco. Ma non c’è accordo fra i 27 se prima non c’è un accordo franco-tedesco”, ha sottolineato il presidente francese Emanuel Macron, aggiungendo che “ora è la Commissione europea che deve presentare la sua proposta. Dovrà costruire un’unanimità attorno a questo accordo. C’è ancora del lavoro da fare, ma è un passo avanti senza precedenti”.

“Accolgo con favore la proposta costruttiva fatta da Francia e Germania. Riconosce la portata e le dimensioni della sfida economica che l’Europa deve affrontare e giustamente pone l’accento sulla necessità di lavorare su una soluzione con il bilancio europeo al centro. Ciò va nella direzione della proposta su cui sta lavorando la Commissione, che terrà conto anche delle opinioni di tutti gli Stati membri e del Parlamento europeo” ha commentato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

La proposta avanzata da Germania e Francia sul Recovery Fund “rappresenta un buon passo in avanti che va nella direzione sin dall’inizio auspicata dall’Italia per una risposta comune ambiziosa alla pandemia” fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, secondo cui “una dimensione di 500 miliardi di euro di soli trasferimenti è senz’altro un buon punto di partenza. Da qui si può rendere il fondo ancora più consistente nel quadro del budget europeo”.

Positivo anche i giudizio della numero uno della Bce, Christine Lagarde:

“Le proposte franco-tedesche sono ambiziose, mirate e, naturalmente, benvenute.Aprono la strada a un’emissione di debito a lungo termine effettuata dalla Commissione europea e soprattutto permettono di attribuire aiuti diretti importanti a favore degli Stati più colpiti dalla crisi”, ha dichiarato in un’intervista pubblicata stamani su Les Echos, Handelsblatt, Corriere della Sera e El Mundo.

La partita appare tuttavia in salita. L’intesa franco-tedesca deve ancora superare le resistenze di una parte dei Paesi dell’Unione europea. Lo ha detto il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, poche ore prima  della riunion dell’Ecofin, l’organo che riunisce i ministri economici dell’Unione.

“E’ un accordo decisivo, ma occorre cambiare la posizione di altri stati in particolare di Austria, Danimarca, Svezia e Olanda”, ha indicato all’assemblea nazionale. “Sara’ una partita difficile, non bisogna nasconderselo”.

L’opinione degli analisti 

“Il recovery fund proposto da Angela Merkel ed Emmanuel Macron è certamente una sorpresa positiva per gli operatori del mercato e questa mattina sta sostenendo gli spread periferici. Significativamente, la proposta porta sul tavolo l’idea della mutualizzazione del debito per la regione, in cui i fondi sarebbero forniti sotto forma di sovvenzioni, piuttosto che di prestiti.

Sebbene non sia ancora stata approvato da tutti i 27 membri dell’UE, è probabile che ciò avvenga, dato che la Germania e la Francia hanno portato la questione al tavolo e il progetto prevede dettagli su cui anche i Paesi periferici sarebbero a favore. Se si riuscisse a raggiungere un accordo definitivo su questo punto, si alleggerirebbe la pressione sulla BCE, non più costretta ad essere l’unico supporto per i mercati.

Ciò dovrebbe dare un po’ più di conforto agli investitori, che potrebbero impegnarsi nuovamente nel rischio europeo e che smetterebbero di temere così tanto l’impennata di emissioni da parte dei Paesi periferici” ha spiegato Mohammed Kazmi, Macro Strategist e Fixed Income Portfolio Manager di Union Bancaire Privée (UBP).

 

Per Florence Pisani, Global Head of Economic Research di CANDRIAM:

 “L’accordo di ieri con Macron è una risposta forte e inequivocabile di Angela Merkel alla decisione della Corte costituzionale tedesca. La Cancelliera si era già espressa la settimana scorsa al Bundestag a favore di un rafforzamento dell’integrazione europea e aveva sottolineato che ora spetta agli Stati assumersi le proprie responsabilità, aggiungendo che la revisione dei trattati non dovrebbe essere un tabù. Il discorso è stato proattivo. Ma doveva essere accompagnato da azioni concrete. Ormai è fatta: accettando il principio della solidarietà di bilancio, Angela Merkel ha appena affermato forte e chiaro il suo attaccamento alla moneta unica. Si tratta di un importante passo avanti. Naturalmente, questo accordo franco-tedesco deve portare anche all’adesione di tutti i 27 Stati membri, perché in questo caso è richiesta l’unanimità”.