Sondaggio, l’80% degli economisti teme un nuovo crollo del Pil Usa

28 Agosto 2020, di Alberto Battaglia

Le probabilità di una nuovo peggioramento dell’economia in seguito a una seconda ondata di contagi sono tenute in significativa considerazione da otto economisti su dieci. A mostrarlo è un sondaggio condotto fra il 30 luglio e il 10 agosto sui 235 membri della National Association for Business Economics (Nabe).
Lo scenario di una double-dip recession negli Stati Uniti, ovvero di un nuovo peggioramento dell’andamento dell’economia, probabilmente legato a una seconda ondata di coronavirus, si potrebbe concretizzare con una probabilità pari almeno al 25% secondo l’80% degli economisti che hanno preso parte alla rilevazione (grafico in basso).
La maggioranza relativa degli intervistati (26%) ritiene che ci sia una possibilità su tre di osservare nei prossimi mesi una nuova recessione. Quasi un economista su cinque valuta tale eventualità al 50%.

Gran parte del panel prevede che la recessione finirà nella seconda metà del 2020 (35%) oppure nel 2021 (34%).
Più ottimista è un 15% degli intervistati, i quali ritengono che la recessione si sia conclusa nel secondo trimestre del 2020. Solo il 4% degli economisti prevede una durata fino al 2022.

I tempi di recupero

Secondo la metà degli economisti il Pil statunitense non dovrebbe rivedere i livelli di fine 2019 prima del secondo trimestre del 2022. A ciò sia aggiunge il fosco destino atteso per le imprese che sono state costrette a chiudere i battenti: la previsione mediana degli intervistati è che nel 40% dei casi tale chiusura sarà permanente.

Le aspettative degli economisti sulla presidenza Usa

Sulle prospettive aperte dalle elezioni presidenziali gli economisti della National Association for Business Economics sembrano piuttosto decisi nel ritenere il candidato democratico, Joe Biden, più adatto a promuovere la crescita: lo ha affermato il 62% degli intervistati contro il 25% convinto che Donald Trump, su questo terreno, sarebbe più abile.

La maggioranza degli intervistati ritiene che l’ex vicepresidente Biden sarebbe più bravo nel promuovere la crescita economica degli Stati Uniti rispetto al presidente Trump (62% rispetto al 25%). Tuttavia, le loro opinioni sull’entità della spinta alla crescita divergono.

Al panel, inoltre, è stato richiesto di definire le principali priorità politiche per la prossima amministrazione Usa. Oltre la metà (54%) degli intervistati pone la lotta al Covid-19 come la prima sfida da risolvere, seguito dal 47% di rispondenti che ha indicato la promozione della ripresa economica. Un ulteriore 37% degli intervistati ha citato come priorità assoluta una riforma del sistema sanitario.