RCS, volano i coltelli tra Della Valle e Bazoli, scoppia caso Ubi Banca

23 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – “Da troppo tempo il signor Della Valle si esibisce con dichiarazioni nei miei confronti che sono ingiuriose e inaccettabili: quindi ne dovrà rispondere nelle opportune sedi giudiziarie nei tempi e nei modi che mi riservo di valutare”. Così Giovanni Bazoli risponde alle accuse rivoltegli ieri da Diego Della Valle. I due sono rappresentanti di opposte fazioni nell’azionariato del gruppo RCS Media, che pubblica il Corriere della Sera.

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Diego Della Valle torna ad attaccare, pesantemente, Giovanni Bazoli, prendendo spunto dalla vicenda Ubi Banca che ha visto coinvolto anche il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo.

“Se Giovanni Bazoli avesse un briciolo di dignità – afferma il patron della Tod’s – dovrebbe chiedere scusa agli italiani e dimettersi immediatamente da ogni incarico pubblico. Le notizie sconcertanti che emergono da alcuni organi di stampa (pochi purtroppo) sul suo operato e su quello di altri suoi compari, non possono passare inosservate e tanto meno rimanere impunite. Vedere come ha utilizzato il suo potere ed il suo mondo di relazioni trasversali per fare i suoi interessi e per agevolare e favorire figli e parenti è scandaloso”.

[ARTICLEIMAGE] Il riferimento è a quelli che il quotidiano ‘la Repubblica’ ha definito ‘incroci pericolosi Zanetti-Bazoli’. Riferendosi all’inchiesta in corso l’ipotesi sarebbe quella di una sorta di patto occulto fra le 2 associazioni di azionisti dell’istituto: Amici di Ubi presieduta da Emilio Zanetti, ex presidente del consiglio di sorveglianza Ubi e Associazione Banca lombarda e piemontese, guidata da Bazoli.

Un patto che mirerebbe ad un’alternanza di potere all’interno della banca e che garantirebbe posizioni di rilievo a figli e parenti. Il riferimento, in questo caso, sarebbe a Matteo Zanetti, figlio di Emilio, già nel board della controllata Commercio e Industria e approdato in quello della Popolare di Bergamo; e di Francesca Bazoli, figlia di Giovanni, vicepresidente di Ubi leasing e consigliera in Ubi Sistemi e Servizi e del Banco di Brescia.

I verbali di interrogatorio dell’indagato Giorgio Jannone poi, parlerebbero di somme di danaro versate al genero di Zanetti, Mario Massari e consulenze affidare a Gregorio Gitti, genero di Bazoli. Notizie che Della Valle definisce “sconcertanti” e che “non possono passare inosservate e tanto meno rimanere impunite”, perchè “i cittadini italiani perbene non meritano di subire altri scandali e soprattutto non meritano di vedere che, se a commetterli sono persone potenti, tutto passa nel dimenticatoio”.

Per questo – conclude l’imprenditore marchigiano – “se dobbiamo credere ad un nuovo corso politico, dove tutti i cittadini siano considerati giustamente uguali, il caso Bazoli sarà il vero esempio da usare per capire se veramente si vuol cambiare, allontanando un certo mondo che ha fatto enormi danni al Paese. Se questo signore ed i suoi sodali rimarranno al loro posto vorrà dire che nulla cambia veramente e che la questione morale, ancora prima di quella giudiziaria, viene valutata con pesi e misure diversi. Sarebbe una vera vergogna”. (ANSA)