Rapporto Cerved 2019, PMI: ripresa si è fermata ma rimangono solide

11 Novembre 2019, di Alessandra Caparello

La ripresa delle PMI, che durava dal 2013, nel 2018 ha perso slancio e ha continuato a perderlo anche nella prima parte del 2019. Eppure, nonostante la congiuntura non più favorevole, le aziende italiane sono finanziariamente sempre più solide.
Così emerge dal Rapporto 2019 sulle PMI realizzato da Cerved presentato a Osservitalia in collaborazione con Borsa italiana.

PMI: fatturato fermo ai livelli del 2017

Secondo i dati del nuovo Report di Cerved, nel 2018 e nella prima parte del 2019 la crescita del fatturato e dei profitti si è fermata, senza però incidere negativamente sui profili di rischio delle aziende, ulteriormente migliorati rispetto all’anno precedente.
Nel dettaglio il fatturato delle Pmi è in aumento in termini nominali (+4,1%, l’anno precedente era +4,4%) ma nella sostanza è fermo ai livelli del 2017,  con il valore aggiunto salito (+4,1%) a ritmi più ridotti dei costi del lavoro (+5,6%). valore aggiunto è cresciuto (+4,1%) a ritmi più ridotti dei costi del lavoro (+5,6%), con effetti negativi sulla produttività e sui margini delle PMI.
La ripresa della redditività lorda si è quasi fermata: i margini lordi sono cresciuti dell’1,2% tra 2017 e 2018 (era il 3,2%).

Investimenti al palo e difficoltà a reperire capitali

Inoltre per la prima volta dal 2013 gli indici di redditività risultano in calo mentre crescono invece gli investimenti delle PMI che nel 2018 hanno toccato il 7,1% delle immobilizzazioni materiali, dal 6,4% dell’anno prima. La dinamica risulta particolarmente sostenuta nel settore manifatturiero, che ha beneficiato degli incentivi di Industria 4.0.

Nonostante questi miglioramenti però, dice il Rapporto, i livelli di investimento delle PMI rimangono largamente inferiori a quelli pre-crisi: le PMI più solide non hanno difficoltà a reperire capitali, ma spesso preferiscono ricorrere a risorse generate internamente o a capitale proprio.
Anche nel prossimo triennio, secondo l’analisi, le PMI italiane continueranno a evidenziare profili solidi, pur crescendo poco in ragione di una congiuntura economica debole, al di sotto di un punto percentuale in termini reali.

Grazie a uno sforzo di capitalizzazione degli imprenditori e al dividendo del quantitative easing, che ha ridotto il peso degli oneri finanziari, oggi abbiamo un sistema di imprese molto più solido – conferma Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved Group -: le oltre 100.000 PMI che classifichiamo come ‘sicure’ o ‘solvibili’ potrebbero finanziare investimenti per 133 miliardi di euro senza compromettere il loro profilo di rischio.
E risorse aggiuntive potrebbero arrivare dall’adeguato utilizzo delle nuove tecnologie: Cerved, ad esempio, ha appena lanciato Money&Go, una piattaforma Fintech totalmente digitale su cui le piccole imprese potranno vendere le fatture attraverso una valutazione automatica del rischio del cedente e del ceduto. Uno strumento utile anche per banche e società di factoring. In Italia esiste un potenziale di smobilizzo delle fatture che valutiamo in 40 miliardi di euro”.