Rai e Eni privatizzate? La politica trema

28 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Lo stato pronto a cedere ai privati le quote che detine nella Rai e in Eni? Sembrerebbe proprio di sì, stando almeno alle dichiarazioni del ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni, intervistato da Fabio Fazio.

“Sono sotto esame tutte le varie ipotesi” e “stiamo guardando ogni possibile soluzione. L’obiettivo è dare una mano alla riduzione del debito pubblico».

Nei giorni scorsi si eranno accavallate voci su una possibile dismissione della quota del 4% detenuta dallo Stato in Eni. E aveva fatto parlare di sè anche il possibile interessamento del finanziere Tarak Ben Ammar che, in una intervista rilasciata a Radio 24, si era così espresso: “se la Rai vuole vendere, privatizzare, siamo qua”, ha detto riferendosi a un eventuale interesse per La7 e Rai.

“Noi abbiamo detto, lo ha detto anche il presidente del Consiglio Enrico Letta, che intendiamo annunciare entro fine anno un programma di privatizzazioni che coprirà sia proprietà immobiliari dello Stato, ma anche partecipazioni azionarie, che sono ancora numerose anche se veniamo dopo un percorso di privatizzazioni significative negli anni scorsi”.

Ma l’opzione di privatizzare la Rai fa venire subito la pelle d’oca ad alcuni esponenti della politica, come riporta La Repubblica.

“La Rai potrebbe cedere rami di azienda, ha tanti canali e potrebbe concentrare il servizio pubblico su quattro o cinque canali vendendo gli altri. Oppure può quotarsi in Borsa e vendere sul mercato delle azioni, tipo Enel, Eni. Le norme della mia legge lo consentono. Ma uno come Saccomanni non è in grado di gestire un processo simile”, afferma Maurizio Gasparri.

E Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, sottolinea che “La Rai è un bene pubblico, bisogna riformarla come realtà meglio governata e in grado di interpretare le esigenze del servizio pubblico ma certamente non è da mettere sul mercato, insieme ad aziende che fanno utili. Quando si prendono di mira realtà che fanno profitti è preoccupante”. Stessi toni da Giovanni Centrella, leader dell’Ugl: “E’ paradossale pensare di fare cassa con una svendita, lo è ancora di più credere di di farlo con la Rai, che andrebbe custodita con assoluta attenzione e valorizzata in ogni sua parte.