“Quattro cose da considerare prima di investire in criptovalute”

31 Agosto 2021, di Alberto Battaglia

L’investimento in criptovalute è oggi un po’ meno combattuto dai consulenti finanziari rispetto al recente passato, anche se alcuni degli avvertimenti da sempre associati al Bitcoin restano ancora attuali.

Secondo l’ultimo sondaggio della Financial planning association (2021 Trends in Investing Survey) il 14% dei consulenti usa o consiglia già le criptovalute ai propri clienti (contro l’1% dell’anno scorso). Più di un quarto (26%) dei consulenti prevede, inoltre, di consigliare o aggiungere criptovalute ai portafogli dei propri clienti nel prossimo anno.

La financial planner certificata Anika Hedstrom ha raccolto in quattro punti gli aspetti più importanti da considerare prima di acquistare criptovalute a scopo di investimento.

  1. Farsi un’idea del contesto. Il primo fattore che la Hedstrom consiglia ai suoi clienti interessati a Bitcoin e il contesto relativo ai costi di transazione cui si andrà incontro, la natura dei wallet digitali che andranno a immagazzinare i gettoni digitali e, infine, a tenere d’occhio gli sviluppi sotto il profilo della regolamentazione. In particolare, sotto il profilo della custodia, “oltre a identificare modi per conservare in modo sicuro la tua criptovaluta”, ha scritto la consulente su Insider, “devi anche essere ipervigile nel ricordare e conservare la tua password [private key]Senza un’autorità centrale responsabile del bitcoin, non c’è nessun a cui si possa ricorrere se si dimenticare una password.
  2. Considerare l’impatto sociale-ambientale. Questo aspetto è particolarmente importante per Bitcoin, che utilizza una blockchain che consuma ingenti quantità di energia elettrica. Quanta? Secondo l’osservatorio dell’Università di Cambridge, costantemente aggiornato, il consumo annualizzato attuale è di 91 tWh, di poco inferiore al consumo del Kazakistan e davanti a quello della Finlandia o del Belgio (dato al 31 agosto). Inoltre, la quantità di energia consumata dal Bitcoin è strettamente relazionata al suo valore: più la criptovaluta sale di prezzo, più tende a salire anche il suo consumo energetico.
  3. Esposti a Bitcoin senza saperlo. “Se investi nel mercato azionario, potresti avere inconsapevolmente una certa esposizione indiretta alle criptovalute”, ha affermato Hedstrom, “questo perché alcune società quotate in borsa, come IBM, Microsoft e Oracle, stanno diventando sempre più rialziste sulla blockchain, che è la tecnologia che registra le transazioni di criptovaluta”. Tali esposizioni alla tecnologia sottostante alle crypto, potrebbero essere “sufficienti per alcune categorie di investitori”.
  4. Investire solo quello che ci si può permettere di perdere. Il vecchio adagio che si applica alle operazioni a maggior rischio rimane valido quando l’investimento che si ha in mente è quello in criptovalute. “Il valore totale del mercato delle criptovalute rappresenta solo una piccola frazione – circa lo 0,5% – rispetto al mercato globale di azioni e obbligazioni”, ha affermato Hedstrom, “pertanto, investire più dell’1% è una mossa aggressiva, soprattutto per l’investitore medio”.