Criptovalute, il 14% dei consulenti le raccomanda ai propri clienti
Bitcoin e simili continuano a essere un prodotto suggerito solo da una minoranza dei consulenti finanziari, ma fra il 2020 e l’anno in corso c’è stato un drastico incremento fra le abitudini dei professionisti del risparmio. Appena un anno fa meno dell’1% avevano affermato di usare/raccomandare le criptovalute con i propri clienti, oggi la percentuale è salita al 14% – più in alto rispetto a asset più familiari come i fondi di private equity o i metalli preziosi. E’ quanto emerge dall’ultimo sondaggio della Financial planning association (2021 Trends in
Investing Survey). Più di un quarto (26%) dei consulenti prevede, inoltre, di consigliare o aggiungere criptovalute ai portafogli dei propri clienti nel prossimo anno.
L’indagine è stata avviata nel marzo 2021 e ha raccolto 529 risposte online da consulenti finanziari che offrono ai clienti consulenza in materia di investimenti.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play