Quali sono le truffe più comuni segnalate all’Uif

4 Aprile 2022, di Alessandra Caparello

Oltre 7mila le segnalazioni di operazioni sospette riferibili a contesti di rischio collegati al COVID-19, la maggior parte delle quali trasmesse da banche e Poste (95%). La cifra emerge dalla terza Newsletter del 2022, in cui sono riportati dati relativi al complesso di segnalazioni di operazioni sospette riferite all’emergenza epidemiologica, a integrazione e completamento del Quaderno dell’antiriciclaggio – collana Analisi e studi dedicato al fenomeno redatto dall’Uif, l’Unità di Informazione finanziaria di Bankitalia.

Nello scorso biennio la UIF in particolare ha analizzato e trasmesso agli Organi investigativi 7.562 segnalazioni di operazioni sospette riferibili a contesti di rischio collegati al Covid19, distribuite in 2.197 segnalazioni nel corso del 2020 e 5.365 nel 2021.

Quali sono state le truffe più frequenti

Fino a luglio 2020 vi è stato un rapido aumento delle segnalazioni, che riportavano principalmente sospette truffe e illeciti nella fornitura di strumenti e dispositivi sanitari dice l’Uif. Sono state numerose, nel periodo, anche le operazioni anomale in contante, spesso però riconducibili all’incertezza sulla disponibilità di liquidità soprattutto nella prima fase del lockdown.

Nel complesso le Segnalazioni di Operazioni Sospette riferite all’emergenza epidemiologica hanno costituito il 3,0% di quelle analizzate nel biennio e hanno raggiunto la quota massima del 5,0% a fine 2021 con una crescita del 144,2%, a fronte di un aumento del 21,9% delle SOS complessivamente analizzate. Le operazioni segnalate riportabili al Covid-19 hanno raggiunto l’ammontare di 13,4 miliardi di euro (8 miliardi nel 2020 e 5,4 miliardi nel 2021).

Tra agosto 2020 e gennaio 2021 successivamente il numero di SOS riferibili agli effetti del Covid-19 si è stabilizzato e le anomalie riscontrate in questa fase sono state in molti casi collegate all’indebito ricorso ai benefici disciplinati dalla legislazione per fronteggiare la crisi indotta dalla pandemia. Si sono manifestate incoerenze tra spese dichiarate e attività dell’impresa coinvolta e, in generale, eccessivi importi movimentati rispetto all’ordinaria gestione d’impresa.

Tra febbraio e settembre 2021, le segnalazioni sono principalmente ascrivibili ad abusi di finanziamenti pubblici, ottenuti per effetto degli interventi di sostegno, realizzati mediante distrazione di fondi o giri su conti correnti personali rispetto a quelli beneficiari delle erogazioni.
Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, infine, sono aumentate le segnalazioni originate da illeciti utilizzi delle detrazioni fiscali riconosciute dalla legislazione di urgenza, fenomeno che risulta particolarmente rilevante anche per gli elevati importi coinvolti.

Da dove arrivano le segnalazioni

Il 95,0% delle segnalazioni collegate al contesto pandemico è riconducibile a segnalanti del comparto banche (comprensivo delle Poste); seguono gli intermediari finanziari non bancari (3,5% delle segnalazioni della specie), gli uffici della Pubblica amministrazione (0,8%), i professionisti (0,6%) e gli altri operatori non finanziari (0,1%).

Sotto il profilo geografico, le operazioni sospette riferite a casistiche Covid-19 toccano tutte le regioni del Paese. Il Lazio è la regione più interessata con oltre un quarto delle segnalazioni; seguono Lombardia (12,5%), Campania (9,0%) ed Emilia-Romagna (8,9%).
A livello provinciale, a Roma si concentra oltre il 26% delle SOS (fra cui oltre il 40% di quelle degli intermediari non bancari e dei professionisti, nonché tutte le comunicazioni effettuate da uffici pubblici); seguono Milano e Napoli, che costituiscono rispettivamente il 6,4% e il 5,3% delle segnalazioni della specie. Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Brescia, Foggia, Ravenna e Padova superano le 100 SOS.

Segnalazioni di operazioni sospette: cosa sono e chi deve effettuarle

E’ l’art. 35 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 ad imporre ad un’ampia platea di soggetti (cd. “soggetti obbligati”) di portare a conoscenza della UIF, mediante l’invio di una segnalazione di operazioni sospette, le operazioni per le quali “sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa”.
I soggetti obbligati sono:

  • intermediari bancari e finanziari,
  • altri operatori finanziari,
  • professionisti nell’esercizio della professione in forma individuale, associata o societaria,
  • altri operatori non finanziari,
  • prestatori di servizi di gioco,
  • società di gestione accentrata di strumenti finanziari e di gestione dei mercati regolamentati di strumenti finanziari (puntualmente elencati all’art. 3)

Il sospetto può essere desunto da caratteristiche, entità e natura delle operazioni, dal loro collegamento o frazionamento o da qualsiasi altra circostanza conosciuta dai segnalanti in ragione delle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica o dell’attività svolta dai soggetti cui le operazioni sono riferite.

La trasmissione delle segnalazioni alla UIF avviene in via telematica, tramite il portale Internet INFOSTAT-UIF, previa registrazione e abilitazione del segnalante al sistema.