Economia

Qual è l’impatto della benzina sull’inflazione?

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Il peso dei carburanti sulla percezione di inflazione è più “psicologico” che effettivo: secondo le stime dell’Istat, in benzina e diesel se ne va il 4,6% della spesa della famiglia media italiana. Un qualcosa che rappresenta un’insidia maggiore invece dal punto di vista politico, considerando l’impopolarità di cui godono gli aumenti al prezzo del carburante.

Benzina e consenso

L’impatto diretto di gasolio e benzina sull’indice dei prezzi è infatti contenuto. Quello indiretto anche. Ma a sentire di più il peso dei rincari sono le classi più povere (e anche più numerose). Per questo tali rialzi finiscono per incidere notevolmente sull’indice del consenso di un governo.

Tra Iva e accise l’incasso del Fisco è maggiore di quello di benzinai e petrolieri, e poi perché riempire il serbatoio è considerata in genere una “spesa obbligata”, che si deve fare anche se non si vorrebbe. È il motivo per cui il prezzo della benzina è considerato un fattore chiave per il tasso di gradimento di un presidente degli Stati Uniti. E anche di un governo italiano.

L’impatto sui cittadini

In ballo c’è dunque soprattutto la popolarità dell’esecutivo tra le classi più povere (e più numerose) della popolazione. Alla grana politica si aggiunge poi quella statistica. Dal momento che i carburanti servono a trasportare beni di tutti i tipi, l’aumento dei loro prezzi fa salire i costi di produzione di settori diversi e dà un’ulteriore spinta all’inflazione.

Insomma, si tratta di un tema spinoso, che non a caso l’esecutivo precedente guidato da Draghi aveva risolto con un taglio delle accise durato oltre sei mesi. Placando così scioperi e problemi di consenso popolare. Con l’inizio del 2023 e la fine della misura, il caro benzina è tornato a bussare alla porta degli italiani. E ora tocca alla premier Giorgia Meloni affrontare il problema con fermezza.