Putin minaccia l’Europa: vi lasceremo senza grano

8 Settembre 2022, di Mariangela Tessa

Non solo gas. La Russia alza il tiro contro l’Europa, minacciando di lasciarla anche senza grano. Parola del presidente russo Vladimir Putin che, ieri, nel corso del suo intervento alla riunione plenaria del Forum Economico Orientale, dopo aver puntato il dito contro le sanzioni occidentali contro la Russia, ha preannunciato la chiusura dei rubinetti del gas nel caso di tetto al prezzo del gas, e ha rincarato la dose, dicendosi pronto a fare saltare l’accordo sul grano stretto con l’Ucraina grazie alla mediazione della Turchia. In un clima sempre più teso tra Mosca e Bruxelles, Putin ha poi spiegato che “non consegneremo nulla se contrario ai nostri interessi: né gas, né petrolio, né niente“.

L’attacco di Putin

Ma torniamo al grano. Per il presidente russo, le navi con il grano che stanno solcando il Mar Nero non stanno andando dei Paesi più svantaggiati:

“Solo 2 navi su 87 vanno nei Paesi in via di sviluppo, 60 mila tonnellate su 2 milioni. Ancora una volta le nazioni in via di sviluppo sono state ingannate. Con questo approccio, la portata dei problemi alimentari nel mondo non potrà che crescere. Forse dovremmo limitare l’export di grano lungo questa rotta. Ne parlerò con il presidente della Turchia, Erdogan”.

Il 22 luglio scorso a Istanbul sono stati firmati due documenti distinti: uno sulle esportazioni del grano ucraino e un altro sull’esportazione di prodotti agricoli e fertilizzanti russi. Gli accordi, uno con la firma dell’Ucraina e l’altro con la Russia, sono stati raggiunti con la mediazione della Turchia e delle Nazioni Unite e hanno stabilito un corridoio nel Mar Nero per consentire l’esportazione di generi alimentari.

Proprio il numero uno di Ankara, che spera di mediare anche nella soluzione del conflitto, due giorni fa, era scorso in soccorso dell’alleato russo, spiegando che le sanzioni erano sbagliate e che l’Europa avrebbe affrontato un inverno molto difficile.

Russia in salute, nonostante le sanzioni occidentali

Tornando al gas, Putin ha fatto capire che la Russia non ha bisogno dell’Unione europea. E che quest’ultima potrebbe essere rimpiazzata da altri mercati:

“Un tempo il mercato europeo del gas era quello privilegiato. Oggi non lo è più. La domanda sui mercati mondiali è così alta, che non abbiamo problemi a vendere, soprattutto a un’economia massiccia come quella cinese, più grande di quella americana”.

Putin ha quindi concluso il suo discorso sottolineando l’impossibilità di isolare la Russia, nonostante il Paese debba fronteggiare le sanzioni occidentali. “Non importa quanto qualcuno vorrebbe isolare la Russia, è impossibile farlo”. La Russia “non sta perdendo nulla” e la “febbre delle sanzioni in Occidente” sta “minacciando il mondo intero”.

Proprio a questo proposito, ha annunciato che la compagnia statale Rosneft ha raggiunto un accordo con la Mongolia per costruire un gasdotto attraverso il suo territorio, che porterà il gas in Cina. La condotta si chiamerà Forza della Siberia -2 ed è studiata proprio per consolidare i sistemi di gas a est della Russia.