La Russia accusa: “L’Italia è spinta al suicidio economico dagli Usa”

6 Settembre 2022, di Mariangela Tessa

Nella crisi del gas, ora la Russia tira in ballo l’Italia. E lo fa senza troppi giri di parole. Sotto i riflettori, c’è il piano italiano per la riduzione della dipendenza dalle fonti energetiche russe, messo a punto dal ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani. Un piano che, secondo quanto ha scritto in un post su Telegram la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova (nella foto) “è imposto a Roma da Bruxelles, che a sua volta agisce su ordini di Washington, ma alla fine saranno gli italiani che dovranno soffrire. Roma è spinta al suicidio economico per la frenesia sanzionatoria euro-atlantica”, e il risultato sarà che le imprese italiane saranno “distrutte dai ‘fratelli’ d’Oltreoceano”, poiché le aziende americane oggi “pagano l’elettricità sette volte meno di quelle italiane”, ha aggiunto Zakharova, spiegando che le sanzioni sono diventate uno strumento di concorrenza sleale contro i produttori italiani. “Quando le imprese italiane crolleranno, saranno comprate a buon mercato dagli Yankee”.

“Europa non sarà in grado di fare a meno di Mosca fino al 2027”

Un intervento che arriva poche ore dopo quello del ministro dell’Energia russo Nikolai Shulginov, secondo il quale l’Europa non sarà in grado di fare a meno del gas di Mosca “almeno fino al 2027”. “L’Europa non può fare affidamento su nessuno tranne che sugli Stati Uniti, che stanno aumentando la produzione di gas naturale liquefatto”, ha spiegato Shulginov, intervistato dall’agenzia Tass in occasione dell’Eastern Economic Forum. Aggiunge il ministro russo dell’Energia:

“Penso che il prossimo inverno dimostrerà quanto sia reale o meno la loro fiducia nella possibilità di rifiutare il gas russo. Farlo porterà all’arresto della loro industria e della loro produzione di energia elettrica tramite gas. Sarà una vita totalmente nuova per gli europei: assolutamente insostenibile per loro”.

Nel frattempo, la Russia sembra intenzionata a continuare a fornire risorse energetiche “agli Stati amici” e reindirizzerà le forniture nel caso in cui i paesi del G7 stabiliscano un tetto al prezzo del petrolio e del gas russi. Afferma Shulginov, citato dall’agenzia russa Tass:

“Qualsiasi azione, inclusa l’istituzione di un tetto al prezzo, crea le condizioni per avere un deficit e aumentare la volatilità dei prezzi. La Russia come partner affidabile fornirà risorse energetiche ai partner negli Stati amici”

Dichiarazioni che suonano come una minaccia, considerato che venerdì è in programma la riunione tra i ministri dell’Energia Ue per discutere l’introduzione di un tetto al prezzo del gas russo.

Gas in discesa dopo i picchi di ieri

All’indomani di una seduta di rialzi (ieri i contratti scambiati ad Amsterdam hanno finito in aumento a 245,92 euro al megawattora, dopo un picco a 284 euro), i prezzi del gas naturale ripartono in modesto ribasso. In avvio, sulla piattaforma olandese TTF, i contratti scadenza ottobre hanno segnato un primo prezzo a 235,325 euro al megawattora.

Nelle ultime cinque sedute, comunque, i contratti hanno ceduto complessivamente il 15,9%, dopo avere fissato il 26 agosto il record di chiusura di 346,522 euro. Val comunque la pena ricordare che un anno fa i prezzi si aggiravano attorno ai 30 euro al megawattora.