Putin in visita a Roma: città blindata e misure di sicurezza al top

2 Luglio 2019, di Alessandra Caparello

Roma si prepara per la visita lampo di giovedì 4 luglio del presidente russo Vladimir Putin. Un mini tour diplomatico quello che attende il numero uno del Cremlino che incontrerà le più alte cariche dello Stato e il Santo Padre in Vaticano.

La capitale si prepara ad accogliere uno dei più importanti leader mondiali con una serie di misure di sicurezza che  coinvolgono tutte le specialità delle nostre forze dell’ordine, dalla Digos, fino alle unità addestrate dai Nocs e ai tiratori scelti, passando per l’ufficio di prevenzione e gli artificieri. Caso vuole che la visita in Italia di Putin coincida con la festa dell‘indipendenza americana, il 4 luglio che si celebra a Villa Taverna facendo salire ai livelli massimi le misure anti terrorismo tanto che dalle 19 del 3 luglio e fino alle 7 del 5 c.m. verrà istituita una green zone, entro la quale saranno vietate manifestazioni pubbliche e saranno possibili controlli con metal detector.

Nel dettaglio la zona verde abbraccerà un’ampia parte del centro storico, da piazza Venezia a piazza del Popolo, passando per il Lungotevere in Augusta, Porta Pinciana, via dei Fori Imperiali, piazza del Campidoglio, fino a Castro Pretorio, Corso Italia, piazza dei Cinquecento e via Merulana. Nella Ztl  divieto di trasporto merci e di accesso anche ai veicoli di massa inferiore alle 3,5 tonnellate. Dalle 7 di giovedì saranno chiusi al pubblico il parco di villa Aldobrandini e il giardino del Quirinale. Traffico off-limits anche nell’area del Vaticano e a ridosso di via della Conciliazione.

Una 36 ore dove i livelli di guardia saranno altissimi con bonifiche, rimozioni, divieti, bus deviati, e sicurezza garantita da polizia, carabinieri, finanza e i caschi bianchi della Municipale. Ogni spostamento del presidente russo verrà monitorato da un elicottero e da droni, da telecamere con visori notturni e sistema di rilevazione antropometrica e il presidente sarà tallonato anche da una superscorta personale continuamente informata dal Kgb, i servizi segreti russi e da un corteo di auto blindate vigilate a vista da nuclei dotati di armi lunghe AR70/90.