Punto e a capo: “shock” su banche Ue, il Wsj accusa gli stress test

7 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Un nuovo allarme impensierisce il sistema finanziario europeo. Secondo un’analisi condotta dal Wall Street Journal, i recenti stress test condotti sulle maggiori banche europee hanno sottostimato i rischi.

Le esposizioni di alcuni istituti, spiega il giornale, sono state ridotte di miliardi di euro poiché sono state escluse le posizioni ‘short’ e alcuni Titoli di Stato.

Nessuna banca italiana è stata citata dal quotidiano finanziario mentre è stato fatto il nome di Barclays e Credit Agricole. La solidità del sistema bancario europeo, confermata dagli stress test del 23 luglio scorso, torna così a vacillare, colpendo la fiducia degli investitori sulla ripresa economica.

Sotto scacco dunque oggi le dirette interessate Credit Agricole e Barclays, con decrementi di circa tre punti percentuali. Secondo il quotidiano statunitense, Barclays avrebbe escluso alcuni titoli sovrani detenuti per fini di trading (4,7 miliardi di sterline di bond italiani e 1,6 miliardi di spagnoli) mentre Credite Agricole non avrebbe contabilizzato i debiti sovrani detenuti dalla sua filiale assicurativa.

I mercati internazionali, la stessa Wall Street, avevano tirato un sospiro di sollievo alla fine di luglio, quando appunto è stato reso noto l’esito degli stress test delle banche europee, che tutto sommato ha dimostrato allora che gli istituti hanno passato l’esame.

Di fatto, su 91 banche esaminate sono state solo sette le banche di Eurolandia che non hanno superato gli stress test. In Germania non è passata per esempio Hypo Real Estate. In Spagna la prova non è stata positiva per ben cinque dalle casse di risparmio Diada, Espiga, Unnim, Banca Civica e Cajasur, In Grecia è stata bocciata Atebank.

Cosa vuole dunque ora l’autorevole quotidiano di Rupert Murdoch?

Secondo il Wall Street Journal, alcune banche non hanno reso note alla fine tutte le loro partecipazioni.

Tra queste ci sarebbe appunto Barclays, che però si è già difesa affermando che “abbiamo fatto esattamente quanto la Cebs – che ha comunicato con Barclays attraverso la FSA britannica – ci ha detto di fare”. No comment dalla Fsa.

Come se non bastasse, Barclays ha ammesso anche di ritenere che altre grandi banche europee abbiano escluso significativi ammontari dei loro portafogli di trading.

E nel caso di Credit Agricole, secondo il Wall Street Journal, la banca francese non avrebbe presentato i titoli di debito sovrani detenuti dalle sue controllate, per esempio dalla sua divisione assicurativa.

Insomma, lo scorso 23 luglio la verità è saltata fuori oppure no?