PROMETEIA: RAPPORTO SULLE BANCHE ITALIANE

18 Giugno 2002, di Redazione Wall Street Italia

E’ stato presentato oggi alla comunità finanziaria il Rapporto semestrale di Prometeia sulle Azioni delle Banche Quotate.

L’andamento delle performances nel 2001

Il 2001 ha segnato per il sistema bancario italiano un anno di riflessione riguardo al trend dei principali indicatori aziendali e ciò ha caratterizzato in misura più evidente la categoria delle banche quotate. Il Roe (Return on equity) medio dei gruppi bancari quotati ha infatti subito un visibile ridimensionamento rispetto ai dati del 2000, passando dall’11,1% al 9,0% del 2001.

Pur a fronte di una riduzione media del costo del capitale, la contrazione del Roe ha prodotto un significativo ridimensionamento del valore creato per gli azionisti che è passato da circa il 4% del patrimonio investito nel 2000 al 2% circa del 2001.

Congiuntura del ciclo economico, turbolenze sui mercati finanziari, crisi profonde che hanno colpito alcune aziende multinazionali e le vicende che hanno riguardato i paesi del Sudamerica, hanno avuto riflessi più o meno significativi sui conti dei diversi gruppi bancari.

Il maggiore calo di redditività netta ha riguardato gli istituti maggiormente esposti sul fronte del risparmio gestito che vedono il rispettivo Roe diminuire di oltre 7 punti percentuali dal 20,8% medio del dicembre 2000 al 13,5% di dicembre 2001. Analogo calo si segnala per le banche a maggiore capitalizzazione, mentre le small cap, sulla scia di miglioramenti messi a segno nella redditività ordinaria, vedono in crescita il rispettivo Roe medio.

Prospettive e previsioni per il triennio 2002-2004

Le prospettive per l’anno in corso e per il prossimo biennio sono orientate verso un recupero, graduale ma significativo della redditività del settore a fronte del riassorbimento delle componenti negative non ricorrenti emerse nel 2001 e un recupero di redditività di alcune importanti aree di affari, in primis l’asset management.

In particolare si stima che nel 2004 il Roe medio ponderato dei Gruppi bancari si porti oltre il 12% con una creazione media di valore di circa il 4% del capitale investito.

Lo scenario di generale recupero dei margini non impedirà una forte differenziazione interna al settore nella performance dei singoli gruppi che trae origine in particolare da questi fattori:

– la diversa capacità di affrontare la riorganizzazione e razionalizzazione della distribuzione;
– la capacità di guadagnare quote di mercato nei servizi alle imprese diversi o collaterali rispetto al finanziamento;
– una maggiore attenzione alla penetrazione commerciale dei portafogli finanziari dei clienti e una efficace politica di cross selling;
– lo sviluppo di capacità manageriali e in generale del capitale umano presente all’interno del gruppo.

All’interno di questo scenario i gruppi che sono previsti con le migliori performances in termini di creazione di valore nel periodo 2003-2004 sono Unicredito, Banca Fideuram, Interbanca e Banco Popolare; il dato conferma nel caso dei primi tre il risultato relativo ottenuto nel 2001.

L’evoluzione dei prezzi dei titoli bancari

I segnali che vengono dall’evoluzione del mercato mobiliare portano ad inserire l’andamento dei prezzi dei titoli bancari nel contesto generale dell’evoluzione del listino. Dopo la severa correzione subita dai corsi dei titoli azionari nel 2001, infatti, a partire dal primo trimestre 2002 si è assistito ad una relativa ripresa all’interno della quale il comparto bancario ha dimostrato un maggiore dinamismo.

L’evoluzione dei prezzi dei titoli bancari ha portato il price earning medio del settore su valori più allineati, seppure ancora superiori, alla media europea. Incrociando le previsioni di crescita di Prometeia degli utili del settore con i prezzi osservati sul mercato emerge una differenza significativa rispetto ad un price earning di equilibrio di medio termine, calcolato sulla base dei valori medi dell’ultimo decennio, da cui si escludono i livelli eccezionali raggiunti nel biennio 1997- 1998.

In particolare, considerazioni desunte dal confronto tra la crescita media prevista da Prometeia per gli utili nel prossimo biennio e quella implicita nei prezzi di Borsa, sembrano denotare contenuta sottovalutazione del settore: infatti mentre il Roe medio da noi previsto per il 2004 è pari a circa il 12% quello implicito nei prezzi attuali è di poco superiore al 9%.

Con riferimento ai singoli titoli, la recente evoluzione dei corsi (dal 30 ottobre 2001 al 30 aprile 2002) ha messo in luce un rendimento positivo per tutto il settore, ma in particolare per i gruppi maggiori e per le Popolari.

Per quanto riguarda il futuro, i segnali di sottovalutazione del settore si uniscono a valutazioni sui singoli titoli che portano a dare per cinque gruppi una significativa prospettiva di overperformance: IntesaBci, Monte Paschi, BNL, Banco Popolare e Interbanca.

Per altri tredici titoli, di cui due Big Cap, l’analisi di Prometeia evidenzia dei segnali di sottovalutazione, sebbene non così marcati da indurre delle confidenti aspettative di overperformance. Viene meno rispetto al passato la valutazione a sconto delle Popolari da parte del mercato, grazie ad una ripresa dei corsi nell’ultimo periodo e un conseguente riallineamento al sistema del livello dei multipli di Borsa.

Emergono infine differenze sensibili fra i price earning impliciti di area delle banche orientate all’asset management rispetto a quelli delle banche tradizionali. D’altra parte, quantomeno nel caso delle banche tradizionali, la variabilità del price book value è spiegata solo in minima parte da differenze nei price earning di area, cioè differenze nella composizione dell’utile; nella valutazione borsistica di queste banche è quindi più rilevante la differenziazione dei price earning di area da banca a banca che non la differenziazione dei price earning fra le varie aree di attività.

Ciò naturalmente rivaluta le metodologie di valutazione basate su risultati reddituali/monetari complessivi rispetto ai possibili vantaggi dell’approccio per somma delle parti.

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