Promesse elettorali non funzionano, politici hanno perso credibilità

30 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Dal canone Rai alle tasse universitarie, passando per il reddito di cittadinanza, la flat tax fino all’immancabile riforma pensioni: tante sono le promesse elettorali che i politici stanno facendo agli italiani che il prossimo 4 marzo saranno chiamati alle urne.

Ma a quali di queste promesse gli elettori danno maggiore credibilità? Secondo un sondaggio di Di Noto pubblicato da Il fatto Quotidiano al primo posto l’abolizione della riforma Fornero sull’età pensionabile proposta da Salvini e considerata realizzabile dal 42% degli italiani. A seguire la flat tax proposta da Silvio Berlusconi (27%), il bonus bebè proposta da Renzi ( 20%), gli sgravi alle imprese e il condono fiscale (12%) proposta dal centro destra. A chiudere la speciale classifica delle promesse elettorali più credibili l’abolizione delle tasse universitarie di Grasso (5%) e la rete web gratuita per tutti (M5S).

“Per adesso le proposte in capo non sembrano destinate ad aggregare consenso, piuttosto ad aumentare la distanza tra la politica e gli elettori”.

Guardando invece al livello di credibilità dei leader ai primi posti si colloca il terzetto Di Maio con il 29% dei consensi, seguito da Emma Bonino e Pietro Grasso, entrambi con il 27%. In fondo alla classifica un ex aequo tra D’Alema e Berlusconi.

Sicuramente sarà interessare notare come sarà il voto dei giovani, la fascia tra i 18 e i 24 anni che, secondo il sondaggio di Di Noto predilige il Movimento Cinque Stelle (37%), seguita da LeU con il 10%.

“Le prossime settimane di campagna elettorale saranno fatali in quanto potranno incidere significativamente sia sul livello di partecipazione sia sulla credibilità dei leader e delle loro promesse. Il politico venditore potrebbe aver fatto il suo tempo”.