Private banking: Italia modello di successo. I mercati potenziali esteri più interessanti

21 Novembre 2019, di Alessandra Caparello

Da  844 miliardi di euro di masse gestite a circa 920 miliardi di euro nel 2021. Questa la cifra a cui arriverà il private banking italiano secondo AIPB,  l’Associazione che riunisce i principali operatori nazionali e internazionali del Private Banking, Università, Centri di ricerca, Società di servizi, Associazioni di settore, Studi legali e professionali che ha presentato l’Osservatorio Aipb-Monitor Deloitte.

Da questo emerge come il Private Banking italiano sia  solido e competitivo e disponibile a sostenere la crescita del Paese attraverso una migliore allocazione degli investimenti finanziari delle famiglie benestanti.

Abbiamo elaborato per AIPB – commenta Carlo Murolo, Senior Partner Monitor Deloitte – un indice composto che, sulla base di diversi fattori, dipinge un “Hub finanziario” italiano competitivo per la maturità del Private Banking nazionale ma con opportunità di avvicinarci rispetto alle leading practice internazionali  in termini di maturità digitale, attrattività del sistema Paese e ambiente di business. Gli Hub finanziari  “Best in class”, quali  Svizzera, Singapore, USA e Gran Bretagna,  si distinguono rispetto all’Italia per la “capacità di fare sistema”, elemento fondamentale di attrazione per la clientela Private.

Nel dettaglio l’indice di competitività creato ad hoc da Monitor Deloitte ha analizzato i principali centri finanziari internazionali, compresa l’Italia, misurando la loro capacità di attrarre profili di investitori Private, siano essi domestici che internazionali.

Private banking: come si posiziona l’Italia tra i centri finanziari internazionali

Per quanto riguarda la stabilità del sistema Paese, l’Italia a livello internazionale si posiziona nelle retrovie – all’undicesimo posto – evidentemente scontando qualche problematica di stabilità finanziaria e politica del Paese.

L’Italia si posiziona al centro della classifica per quanto invece concerne la capacità di creare un ambiente favorevole per attrarre investimenti sul territorio sia da parte delle famiglie Private italiane che da profili internazionali. Ci collochiamo dinanzi a Paesi come gli Stati Uniti e Francia invece per quanto concerne la politica fiscale e la regolamentazione capaci di influenzare l’attrattività di un Paese come centro finanziario internazionale.  Siamo indietro invece per quanto concerne il livello dei servizi digitalizzati offerti all’interno dei centri finanziari, evidenziando come conseguenza una certa urgenza di incrementare il volume degli investimenti  nel campo dell’innovazione digitale.

Infine, l’Osservatorio rivela che l’industria italiana del Private Banking precede centri finanziari rilevanti come Germania e Francia per quanto la tradizione del servizio di Private Banking.

 

Nonostante questi dati permangono alcune sfide relative all’ambiente di business e al contesto regolamentare e fiscale. Un investitore Private sia italiano che estero guarda con particolare apprensione, dice l’Osservatorio, alla stabilità del sistema economico, il rischio default del Paese e il basso numero di governi giunti alla scadenza naturale del mandato.  Gli USA primeggiano su “Ambiente di business” e “Fintech”, la Svizzera (la migliore tra i Paesi considerati nell’analisi) su inflazione e rischio del debito sovrano, la Francia mostra punteggi elevati in termini di rating delle infrastrutture e dell’efficacia delle istituzioni, mentre per quanto riguarda la Germania, il divario con l’Italia è più marcato in dimensioni come la “trasparenza e correttezza del sistema giuridico”.

Dalle analisi emerge che, nel complesso, l’Italia mostra elementi chiari di attrattività per i profili internazionali grazie a un buono sviluppo dell’Industria del Private Banking.

Private Bank italiane: i mercati potenziali esteri più interessanti

L’ultima parte dell’Osservatorio poi mira a identificare quali siano i mercati potenziali esteri più interessanti per le Private Bank italiane. Nel dettaglio si tratta di intercettare le esigenze di tre clienti target che sono:

  • italiani con interessi all’estero
  • italiani che risiedono in Paesi esteri
  • stranieri con interessi in Italia.

Spagna, Francia, Stati Uniti e Svizzera sembrano rappresentare i Paesi più interessanti per gli investimenti immobiliari degli individui ad elevato potenziale Private. Per ciò che riguarda le aziende straniere di imprenditori italiani dalle analisi si evince che il 32% è concentrato negli USA, in Germania e in Spagna. Seguono per rilevanza la Francia e l’Inghilterra.   A livello globale, la Svizzera è lo Stato con la più alta relazione tra numero di italiani residenti e potenziali clienti  private. Tra i Paesi europei, dopo la Svizzera, i Paesi che  ospitano le principali comunità di italoani con un potenziale Private risultano la Germania, la Francia, il Regno Unito e il Belgio.

Stati Uniti, Germania e Regno Unito, sono i Paesi di origine dei maggiori acquirenti di immobili in Italia, contribuendo, complessivamente, a più della metà delle acquisizioni immobiliari al dettaglio effettuate in Italia. Tra i centri Private più rilevanti, hanno interessi in Italia anche le famiglie Private francesi e svizzere (11%).