Legg Mason, i temi del 2020 sui mercati

28 Novembre 2019, di Alberto Battaglia

Bassa inflazione, banche centrali accomodanti e crescita su livelli stabili saranno alcune delle direttrici economiche che vedremo nel prossimo anno, secondo la società di investimenti Martin Currie – Legg Mason. Fra le sfide di tipo politico, invece, l’attenzione sarà puntata ovviamente sulle elezioni presidenziali americane e, ancora, sulla finalizzazione della Brexit.
Ma sono forse gli aspetti di lungo periodo come il ritmo crescente dell’innovazione e le sue conseguenze a risultare fra le più interessanti. Ecco alcuni tratti salienti del 2020 secondo l’head of global long-term uncostrained di Martin Currie, Zehid Osmani.

Innovazione e Cyber security

Il ritmo del cambiamento tecnologico sembra si stia alzando grazie alle più semplice modalità di accesso al capitale per finanziare l’innovazione. In molti settori dell’economia, se non addirittura in tutti, è aumentato il rischio di dover affrontare una disruption e la velocità con cui gli attori innovatori riescono ad entrare e operare nei mercati sfidando i player tradizionali sembra essere sempre più rapida. Non pensiamo che il “rischio di disruption” rimarrà a questi livelli, ma anzi, crescerà con il passare del tempo” dice l’esperto di Legg Mason.

“È pertanto fondamentale che gli investitori adottino un approccio sistematico strutturato nella valutazione dei rischi di disruption per aziende o interi settori. Alcuni settori sono particolarmente sfidati: in particolare il mondo dei trasporti, dell’energia e dei servizi pubblici, senza dimenticare il settore finanziario che deve rispondere a nuove minacce e al cambiamento delle aspettative dei clienti per quanto riguarda la fruizione dei servizi. Anche il settore tecnologico è in costante evoluzione con le realtà leader che vengono continuamente sfidate da nuovi competitor”.

Quanto alla Cyber Security, scrive Osmani, “prevediamo che il 2020 sarà un anno di ulteriore attenzione ai temi della sicurezza informatica (in particolare con le elezioni statunitensi verranno puntati i riflettori sul tema di possibili interferenze).
Riteniamo che le aziende continueranno ad aumentare le loro spese per la sicurezza informatica, data la crescente importanza che ha sui rischi di governance, reputazione e amministrazione. Prevediamo un aumento degli attacchi informatici, che renderà ancora più evidente alle aziende la necessità di allocare una parte crescente del budget nelle tecnologie IT”.

Gli aspetti macroeconomici per il 2020

“Riteniamo che nel 2020 ci sarà un aumento limitato delle pressioni inflazionistiche a livello globale. L’inflazione salariale è un fattore chiave delle pressioni inflazionistiche nei mercati sviluppati, quindi dovremo monitorare attentamente questa tendenza.
A nostro avviso, vi è un margine limitato per un significativo aumento dell’inflazione salariale, date le forti pressioni deflazionistiche sottostanti derivanti dall’innovazione, e in particolare dall’automazione, ma anche dalle continue pressioni concorrenziali dei mercati emergenti in un mondo sempre più globale. La scarsa crescita economica globale sta inoltre contribuendo alla lentezza dell’inflazione. Riteniamo che questo tema possa essere ricorrente per molti anni”.

“Riteniamo”, ha aggiunto Osmani, “che le banche centrali rimarranno accomodanti in tutto il mondo e soprattutto dipendenti dai dati economici. Ciò dovrebbe fornire sostegno al mercato. Per gli investitori azionari, in particolare, ciò detterà lo stile prevalente sui mercati, con il dibattito tra titoli growth e value che rimarrà rilevante”.
Quanto alla crescita, essa “dipenderà in qualche modo dalle tensioni commerciali in corso tra Stati Uniti e Cina, con le prospettive che cambieranno un po’, a seconda che le tensioni diminuiscano e che entrambe le nazioni concordino una tregua o che, al contrario, le tensioni divampino. In questa fase, sulla base degli sviluppi attuali, riteniamo che, nel 2020 la crescita economica potrebbe rimanere stabile ai livelli attuali”.