Pressione fiscale sempre piu’ alta: al massimo di sempre nel 2012

27 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – La pressione fiscale salirà nel 2012 al massimo storico senza contare gli effetti della cosiddetta clausola di salvaguardia inserita nella manovra da oltre 54 miliardi per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. L’anno prossimo la pressione fiscale raggiungera’ il 43,8% rispetto al 42,7% del 2011.

E’ quanto ha rilevato Daniele Franco, funzionario generale dell’area ricerca economica e relazioni internazionali di Bankitalia nell’audizione sulla legge di stabilita’ davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato.

Le stime sul peso del fisco non includono “gli effetti dell’attuazione della delega fiscale e assistenziale – afferma Franco – che potrebbero determinare maggiori entrate fino a 0,2 punti di pil nel 2012, un punto nel 2013 e 1,2 nel 2014. Inoltre gli enti decentrati ”potrebbero disporre aumenti del prelievo per compensare i tagli apportati con le manovre estive ai trasferimento dallo Stato”.

La riforma fiscale dovrà ridurre il deficit di 4 miliardi nel 2012, di 16 miliardi nel 2013 e di 20 miliardi nel 2014. Se la delega e i successivi decreti attuativi non saranno in vigore a fine settembre del prossimo anno, in base alla clausola di salvaguardia il governo dovrà ridurre le agevolazioni fiscali e assistenziali in modo da ottenere lo stesso miglioramento dei saldi.

“Va inoltre rilevato che gli enti decentrati potrebbero disporre aumenti del prelievo per compensare i tagli apportati con le manovre estive ai trasferimenti dallo Stato”, ha aggiunto il responsabile della Banca d’Italia.

”Da molti anni la crescita economica e’ in Italia inferiore a quella degli altri paesi dell’Unione europea. I problemi di crescita dell’economia sono percepiti come un forte limite alla solidita’ finanziaria del Paese. Il riequilibrio dei conti pubblici deve pertanto associarsi a una politica economica volta al rilancio delle prospettive di crescita. Le nuove misure annunciate dal Governo rispondono a questa esigenza”. E’ quanto ha affermato Daniele Franco di Bankitalia nell’audizione davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato. Franco ha poi rilevatop che in Italia la pressione fiscale e’ elevata, nel confronto sia storico sia internazionale; supera di due punti quella media degli altri paesi dell’area dell’euro.

”Nel prossimo triennio e’ destinata a crescere ulteriormente. Data l’estensione relativamente ampia dell’economia irregolare in Italia, i contribuenti che ottemperano pienamente agli obblighi fiscali sono soggetti ad aliquote sistematicamente piu’ elevate rispetto ai nostri maggiori partner commerciali”.

”L’evasione fiscale determina iniquita’ e distorce la concorrenza; e’ di ostacolo alla crescita dimensionale delle imprese italiane. La riforma del sistema fiscale prevista dal disegno di legge delega in discussione in Parlamento e’ una opportunita’ per intensificare gli sforzi volti a contrastare questo fenomeno e a limitarne gli effetti distorsivi”.

Il funzionario di Bankitalia indica che i proventi derivanti dalla riduzione delle aree di evasione vanno utilizzati per ridurre le aliquote legali. La composizione del prelievo fiscale puo’ essere modificata in modo da renderla piu’ favorevole alla crescita. Una rimodulazione del prelievo che preveda una riduzione del peso delle imposte e dei contributi che gravano sul lavoro e sull’attivita’ produttiva, finanziata da un aumento del prelievo sui consumi e sulla proprieta’, potrebbe sostenere la crescita dei prossimi anni senza incidere sul bilancio pubblico.