Prelievo forzoso Ue: banche scaricano debito su investitori

19 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Nel 2013 le banche hanno approfittato della caccia ai rendimenti scatenatasi sui mercati per emettere $90 miliardi e 700 milioni di debito subordinato non garantito, ultimo nella scala gerarchica dei creditori.

Il trend non è affatto casuale e ha un rapporto molto stretto con l’avvio delle procedure di salvataggio degli istituti in dissesto stabilite dalle nuove regole dell’unione bancaria. Secondo quanto stabilito all’Ecofin obbligazionisti e creditori saranno i primi a pagare in caso di liquidazione della banca. In ultima istanza i depositi sopra i 100 mila euro. Mai più i contribuenti.

A livello di qualità, il debito subordinato (anche noto come debito junior) è proprio in fondo alla graduatoria. Significa che in caso di crac o liquidazione di una banca viene dopo tutti gli altri debiti. In caso di fallimento, difatti, ha una priorità secondaria rispetto agli altri bond emessi dall’istituto viene classificato sotto il liquidatore, le autorità fiscali governative e gli obbligazionisti di debito senior.

L’ammontare emesso l’anno scorso è stato del 41% superiore rispetto alla quantità del 2012. Un volume tale non si vedeva dal 2008, quando venne collocato debito junior pari a 122,4 miliardi di dollari, stando ai dati forniti da Dealogic.

Viste le sofferenze bancarie e gli stress test in corso sui conti delle big della finanza europea, nella periferia dell’area euro ci sono bombe pronte a esplodere.

Il tutto mentre all’Ecofin i ministri delle Finanze dell’Ue hanno stretto un accordo per implementare nuove regole che scaricano il peso di eventuali fallimenti sugli obbligazionisti senior a partire dal 2016.

È una fase transitoria prima di arrivare al fondo unico di sostegno che eviterà di scaricare sui contribuenti il peso delle crisi bancarie future. Un meccanismo comune garantirà che ci sia un ricorso a un sistema per gestire i momenti di tensione. Lo stadio finale sarà un sistema pienamente mutualizzato, ma su questo punto la Germania continuaa ad opporre resistenza.

Nel dettaglio, l’Unione europea ha raggiunto nella notte un accordo sul piano di liquidazione delle banche in fallimento, ma si è fermata davanti al più ambizioso obiettivo di affrontare in modo congiunto la crisi degli istituti di credito della zona euro.

L’anno prossimo le banche incominceranno inoltre ad emettere debito convertibile contingente – anche detto “coco” – che potrà essere trasformato in equity o azzerato completamente se il livello di capitale Tier 1 dovesse scendere un livello pre concordato.