PRECIPITOSA ASCESA (E DECLINO) DI ITALEASE

12 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Il tracollo di Banca Italease potrebbe
diventare il primo incidente finanziario
ai tempi di Mario Draghi. A Piazza
Affari il titolo ha dimezzato il proprio valore
nel giro di un mese. Una prima flessione
dovuta alla pubblicazione di intercettazioni
ambientali tra l’immobiliarista Danilo
Coppola e sua moglie, che facevano riferimento
all’ormai ex amministratore delegato
Massimo Faenza, aveva messo in guardia
una parte degli investitori della banca milanese.

Allora i comunicati sulla limitata
esposizione nei confronti del gruppo Coppola,
pari a poco più di 60 milioni di euro,
avevano tamponato l’emorragia. Oggi invece,
a pochi mesi dall’inizio delle ispezioni
di Banca d’Italia, la potenziale esposizione
di Italease per oltre 600 milioni ha contribuito
a mettere sotto pressione anche i titoli
del primo azionista dell’istituto di leasing,
la Banca Popolare di Verona e Novara,
che tra meno di 20 giorni si fonderà con
la Popolare Italiana. L’annuncio di venerdì
di aver già dovuto fronteggiare una parte
delle perdite non è servito a nulla. Le vendite
sono riprese quando i titoli hanno ricominciato
le contrattazioni.

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In ambienti finanziari, a Londra e Francoforte,
alcuni osservatori notano che per
tutto l’anno scorso la Banca d’Italia ha
mandato segnali chiari di attenzione verso
il mondo della finanza più sofisticata, quella
riconducibile agli hedge funds e al mondo
dei derivati, oggetto di materia complessa.
Eppure qualche cosa in Italease sembra
non aver funzionato come previsto. Il campanello
d’allarme è suonato alla fine dello
scorso anno quando sono state rilevate elevate
concentrazioni di rischi nel settore immobiliare
e un significativo ampliamento
delle attività dei derivati. La Banca d’Italia
ha iniziato subito a guardare tra i bilanci e
le carte dell’istituto, ma qualcuno ritiene
che forse la struttura della vigilanza non
abbia proceduto con la sollecitudine che il
governatore aveva raccomandato a partire
dal giorno del suo insediamento.

I derivati servono ad assicurare prestiti
erogati, il cui valore dipende in alcuni casi
dalla politica europea dei tassi. Il mercato
aveva messo in conto la possibilità che la
Bce li aumentasse nel 2007. Molti ritenevano
che il titolo Italease fosse sopravvalutato.

Collocato da Mediobanca e Lehman a
Piazza Affari a 9,30 euro aveva debuttato
sul mercato italiano a giugno del 2005. Il titolo
inizia a correre verso la quota record
di 50 euro facendo contenti gli azionisti di
minoranza, ma anche la Popolare di Verona
e Novara, azionista di maggioranza, e gli
investitori stranieri che hanno puntato sul
mercato del credito al consumo e del leasing.

A un anno dalla quotazione, nel giugno
2006, arriva l’acquisto di Bipielle Leasing
dalla Popolare Italiana che, nel giro di
poco meno di tre mesi, decide di fondere le
proprie attività con la banca veronese. Il titolo
di Italease continua il galoppo sfondando
le resistenze tecniche fissate dagli
operatori. Vengono inanellati numeri da
record – su profitti e raccolta – con una cadenza
settimanale.

Ora in molti si chiedono come sia stato
possibile per una banca considerata leader
nel settore in Italia commettere errori
di valutazione come la concessione di
prestiti garantiti da società di diritto lussemburghese
di cui è impossibile conoscere
con certezza l’affidabilità patrimoniale.

Non è ancora chiaro quale sia il futuro
di Italease, ma il fatto che sia Mediobanca
sia Goldman Sachs abbiano manifestato
l’intenzione di acquisire una partecipazione
lascia trapelare la delicatezza
della situazione. Certamente le attenzioni
della vigilanza della Banca d’Italia
rimangono concentrate sia su Italease sia
sulle società che operano nel settore dei
fondi speculativi, per evitare nuovi spiacevoli
incidenti che hanno già minato la
credibilità degli organi di controllo del sistema
italiano negli ultimi anni. Difficile
dire se Massimo Mazzega, nominato la
settimana scorsa al posto del dimissionario
Faenza, sarà l’uomo della rinascita di
Italease o un banchiere di transizione in
vista di una riorganizzazione strutturale
della banca milanese.

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