Poste Italiane: Caio, rischio buco di 1,5 miliardi l’anno senza interventi correttivi

3 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Francesco Caio, amministratore delegato di Poste, parla del processo di privatizzazione dell’azienda e dunque del piano volto a collocare in Borsa una quota di minoranza. Proprio riguardo all’Ipo afferma che “l’azionista non ha indicato una finestra temporale. L’obiettivo indicato è quello del 2015 e noi ci stiamo lavorando. Nell`ambito di un progetto che, come noto, prevede per lo Stato la conservazione della maggioranza”.

Caio sottolinea come sia fondamentale rivedere costi e criteri del servizio di corrispondenza tradizionale: “Faccio notare che senza interventi correttivi, nel giro di tre anni, il servizio universale aprirebbe un buco di 1,5 miliardi di euro l’anno. Non sarebbe una perdita di Poste ma collettiva perché lo Stato poi dovrebbe ripianarla”.

La trasformazione di Poste non si tradurrà in tagli al personale. “Confermo che non ci saranno licenziamenti ma è chiaro che dovremo riqualificare e spostare su nuovi settori una parte dei nostri dipendenti”.

Sulla strategia: “Abbiamo in programma un importante investimento informatico per rendere tutta la nostra posta tracciabile”, un servizio “che già oggi offriamo per alcune categorie di corrispondenza e di pacchi. Puntiamo a una tracciabilità completa”.

Sui servizi finanziari “con gradualità cominceremo a guardare a fondi infrastrutturali e fondi di credito di impresa che, con percentuali molto piccole, potranno entrare nei nostri portafogli di impiego creando un ponte fra il risparmio delle famiglie e l`economia reale”. (Lna)