Popolare di Bari: banche verseranno 1,17 miliardi di euro per il salvataggio

28 Maggio 2020, di Alessandra Caparello

Via libera al salvataggio della Popolare di Bari da parte delle banche consorziate nel Fitd verseranno 1.170 milioni. Ad annunciarlo lo stesso Fondo presieduto da Salvatore Maccarone secondo cui il  fabbisogno complessivo per la ricapitalizzazione della Popolare pugliese è di 1,6 miliardi.

Il salvataggio della banca

Il Fondo interbancario di tutela depositi (Fitd) raggruppa 151 banche italiane e che verserà 1,17 miliardi per il salvataggio della Banca Popolare di Bari, compresi i 364 già anticipati. Mediocredito Centrale metterà 430 milioni e otterrà il controllo della banca, mentre gli  attuali azionisti otterranno, a titolo gratuito, un numero di azioni corrispondenti a 30 milioni di euro.
L’operazione prevede la trasformazione della Popolare in Spa e e l’aumento di capitale che dovrà essere approvato dall’assemblea dei soci il 30 giugno. Il Fitd provvederà alla copertura delle perdite e alla ricostituzione del capitale della banca congiuntamente a Medicredito centrale, al quale le azioni del Fondo saranno interamente trasferite a un prezzo simbolico”.

La crisi della Popolare di Bari

Da tempo la Popolare di Bari era considerata in difficoltà e una delle tappe iniziali di questa crisi risale al 2014, quando l’istituto popolare rileva Tercas, la Cassa di Risparmio di Teramo, con 750 milioni di perdite e 1,4 miliardi di sofferenze. Viene varato un aumento di capitale da 800 milioni tagliando il valore delle azioni.

La crisi prosegue fino ad arrivare al bilancio del 2018, quando le perdite della Popolare di Bari salgono a 420 milioni. La situazione peggiora nel primo semestre del 2019 che si è chiuso con una perdita netta di 73,3 milioni e un Cet1 del 6,22%, sotto il requisito del 9,45% fissato da Bankitalia.
Il 13 dicembre 2019 proprio via Nazionale  ha commissariato la banca e ha provveduto a nominare Enrico Ajello e Antonio Blandini commissari straordinari e Livia Casale, Francesco Fioretto e Andrea Grosso componenti del comitato di sorveglianza.