Polonia, premier: “Macron vuole il protezionismo in Europa”

7 Settembre 2017, di Alberto Battaglia

Dopo aver evocato la richiesta di mille miliardi di dollari in riparazioni di guerra alla Germania, la Polonia torna ad agitare le acque delle relazioni europee. Questa volta il bersaglio è Emmanuel Macron, reo di voler “introdurre il protezionismo all’interno dell’Ue”: lo ha detto la premier polacca Beata Szydło, in intervento a Tvp News mercoledì.

Sotto accusa è l’intenzione di Macron verso il superamento di una regola europea, la Posted Workers Directive, che finora ha consentito ai lavoratori provenienti dai paesi a basso reddito (polacchi in particolare) di lavorare in Paesi avanzati presentandosi sul mercato in modo molto più conveniente, in una sorta di concorrenza sleale. Ciò avviene perché i lavoratori temporaneamente impiegati nell’Ue da società con sede in un altro Paese membro continuano a pagare i contributi sociali nel Paese d’origine e non presso quello che li ospita. Ovviamente, questo è un vantaggio per se tali contributi, nel Paese d’origine, sono più bassi rispetto a quello ospitante. Macron ha apertamente parlato di una corsa al ribasso e di “dumping sociale” in merito agli effetti di questa direttiva.

“Mi preoccupa davvero che il presidente francese stia attualmente minando i pilastri dell’Unione Europea e cercando di introdurre il protezionismo, colpendo il libero mercato e la circolazione dei servizi”, ha detto la premier. “E’ il momento in cui almeno alcuni dei leader europei devono rispondere alla domanda se l’unità è importante per l’oro.. o se alcuni di questi leader vuole dividere l’Europa”, ha dichiarato la Szydło.

Per il momento, la questione sembra mettere ancora una volta in evidenza come ogni regolamento europeo diventi occasione per tirare acqua al proprio mulino. Nel caso emblematico del sistema di ripartizione per quote dei migranti,  il blocco dell’Europa centrale, Polonia inclusa, si è sempre messa di traverso, nonostante gli appelli all’unità europea. Macron, il mese scorso aveva parlato della Polonia come di un “Paese che ha deciso di andare contro gli interessi europei in molte aree”. Una critica che costò al presidente francese l’etichetta di “arrogante”, da parte della premier polacca.