Economia

Polizze vita: come controllarne l’andamento nel tempo

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Garantire ai propri parenti la giusta serenità economica mediante un contratto sottoscritto tra contraente e compagnia assicurativa è l’obiettivo delle polizze vita con cui si paga un premio assicurativo e al tempo stesso si assicura al beneficiario una rendita o un capitale al verificarsi di determinati eventi tra cui la morte del contraente.

Polizze vita: cosa sono

Le polizze vita sono uno strumento a metà strada tra la polizza assicurativa e lo strumento finanziario. In Italia esistono diverse tipologie di polizze vita, da quelle intese come forme di investimento caratterizzate da un rendimento minimo garantito che possono essere connesse a fondi d’investimento senza garanzie finanziarie, alle polizze mirate esclusivamente a far fronte alle conseguenze della morte dell’assicurato.

In tutte le tipologie di coperture assicurativa che si stipulano comunque si prevede al verificarsi di eventi legati alla vita umana, il pagamento di una somma assicurata.

Quando si verifica l’evento che dà luogo alla prestazione assicurata, il titolare, se in vita, o i beneficiari devono richiedere alla compagnia il pagamento delle somme assicurate, altrimenti la polizza resta presso la medesima compagnia in attesa di essere liquidata.

Le tipologie di polizze vita

Le tipologie di polizze vita più frequenti sono:

  • Assicurazione caso morte: in caso di prematura scomparsa dell’assicurato, i suoi familiari beneficiari ottengono dalla compagnia assicuratrice un capitale in denaro prestabilito, oppure una rendita (a seconda dei termini del contratto).
  • Assicurazione caso vita: consiste nell’investire in un piano di accumulo in modo da consolidare il risparmio e poterne disporre alla scadenza fissata
  • Polizze vita miste: proteggono da entrambe le tipologie di evento (scomparsa prematura o grande longevità) e da altri come invalidità, perdita del lavoro, infortuni o malattie
  • Polizze vita unit linked e index linked: si tratta di strumenti misti assicurativo-finanziari attraverso i quali il contraente va ad investire in fondi per una durata pari alla propria esistenza in vita.

Polizza vita: cos’è il rendiconto e a cosa serve

Come scrive l’Ivass sul suo sito, per tutte le polizze (tranne quelle caso morte) è previsto l’invio al contraente di un rendiconto annuale (in genere inviato entro la fine di febbraio) che riporta le principali informazioni sull’andamento della polizza come:

  • premi versati,
  • eventuali riscatti parziali,
  • per le polizze c.d. rivalutabili tasso di rendimento della gestione separata a cui sono collegate le prestazioni, ecc.

Inoltre sui giornali e su internet è possibile rintracciare altre informazioni. Per le polizze rivalutabili difatti, le imprese pubblicano su almeno due quotidiani a diffusione nazionale e sul loro sito internet, il prospetto della composizione della gestione separata e il relativo rendiconto, nonché il prospetto semestrale della composizione della gestione separata. Per le polizze unit linked viene pubblicato sui siti internet delle imprese e su almeno un quotidiano a diffusione nazionale il valore della quota del fondo a cui è collegata la polizza. In questo modo, moltiplicando il valore della quota per il numero delle quote possedute si può avere un’idea del valore della sua polizza.

Ricorda ancora l’Ivass che per le polizze index linked stipulate prima del 1° novembre 2009, viene pubblicato sui siti internet delle imprese e su almeno un quotidiano a diffusione nazionale il valore del parametro di riferimento a cui è collegata la polizza. Ciò significa che vedendo che il valore è superiore a 100 è possibile capire che la polizza sta avendo un andamento positivo. Per i contratti stipulati successivamente al 1° novembre 2009 vengono pubblicati i valori di riscatto. In questo caso, per sapere l’importo che sarà liquidato si può moltiplicare il premio versato per il valore pubblicato sul giornale e dividerlo per cento. Occorre però anche verificare se le condizioni di polizza prevedono delle penali per il caso di riscatto nei primi anni di durata del contratto e tenere conto di eventuali prelievi fiscali.
Generalmente, il nome dei giornali si può trovare nella documentazione contrattuale consegnata al cliente anche se la maggior parte delle imprese pubblica i dati sul Sole 24 Ore.