Politiche Fed agganciate al lavoro e non più all’inflazione

13 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena (WSI) – Tassi di interesse: la sessione di ieri è stata caratterizzata dall’attesa per la riunione della Fed e per quella dell’Ecofin. Dopo quattordici ore i ministri dell’Ecofin hanno raggiunto un accordo sulla supervisione bancaria che verrà affidata alla Bce ma gestito da un “supervisory board” indipendente dalla politica monetaria. La Bce avrà la supervisione diretta su almeno 150 delle principali banche dell’area, mentre le autorità nazionali saranno responsabili di quasi tutte le banche non sistemiche con attivi inferiori a 30 Mld€ o al 20% del Pil del paese in cui risiedono.

La Bce, pur non gestendo direttamente la supervisione delle 6000 banche della zona Euro, potrà comunque decidere se occuparsi direttamente di un particolare istituto se necessario, rimanendo così il decisore di ultima istanza. Sotto la supervisione Bce saranno anche le banche che hanno chiesto o ricevuto gli aiuti dell’Esm. Ai paesi non dell’area è stato concessa la possibilità di partecipare volontariamente al sistema di sorveglianza. Il meccanismo è atteso essere pienamente operativo entro marzo 2014. Ora spetta ai leader europei, che si riuniranno oggi e domani, dare il via libera alla decisione. In mattinata si terrà la riunione dell’Eurogruppo che tratterà del tema Grecia e Cipro. I dati finali del dipartimento del debito pubblico greco hanno ufficializzato che la partecipazione al buy-back ha interessato 31,9Mld€ di titoli.

Secondo indiscrezioni di stampa il buy-back porterebbe ad una riduzione del debito/Pil entro il 2020 portando il rapporto al 126,6%, in luogo del 124% accordato in precedenza. Secondo le stesse fonti i ministri delle finanze dell’area euro avrebbero discusso martedì in teleconferenza come procedere ad un’ulteriore riduzione in modo da centrare il citato obiettivo del 124%. Per riuscire a centrarlo la Grecia, secondo quanto diffuso da Reuters, starebbe valutando la possibilità di riacquistare anche titoli di stato emessi prima della ristrutturazione di marzo. Le soluzioni saranno discusse durante la riunione di oggi. Oggi si terranno aste sul medio lungo termine in Italia e Spagna fino a 6,25 Mld€.

Negli Usa l’attesa riunione della Fed ha portato ad un ampio range di decisioni. I principali punti sono i seguenti: 1) incremento dell’ammontare di acquisto di bond su base mensile, includendo 45Mld$ di Treasury oltre ai 40Mld$ di titoli legati ai mutui già annunciati a settembre. La Fed ha dettagliato i segmenti di curva interessati dai nuovi acquisti: in media riguarderanno titoli con duration intorno ai 9 anni; 2) il tasso di riferimento sarà mantenuto fermo in prossimità dello 0% fino a quando non saranno verificate tre condizioni: a) fino a quando il tasso di disoccupazione non avrà raggiunto almeno il 6,5%; b) l’inflazione non supererà dello 0,5% l’obiettivo di lungo termine posto al 2%; c) le aspettative di inflazione non rimarranno ben contenute. La Fed ha precisato che terrà comunque in considerazione altre informazioni tra cui altre misure relative alla dinamica occupazionale, indicatori sui prezzi e misure sugli sviluppi sul fronte finanziario. Dall’aggiornamento delle stime sul tasso di disoccupazione, emerge l’attesa del raggiungimento del livello soglia del 6,5% non prima del 2015. Nel corso della successiva conferenza stampa Bernanke ha sottolineato l’importanza del raggiungimento di un accordo sul fiscal cliff. La reazione dei mercati è stata molto tiepida con borse sostanzialmente invariate e dollaro solo in lieve deprezzamento, di fronte ad un contenuto del comunicato Fed in parte già atteso dagli operatori.

Valute: apprezzamento dell’euro vs dollaro, appena sotto area 1,31, spinto dal programma della Fed annunciato ieri. Il livello di supporto si colloca 1,305-1,303, mentre quello di resistenza 1,312. Yen in deprezzamento generalizzato sui mercati con il cross verso euro sui massimi ad aprile. La resistenza per il resto della settimana si colloca a 110, supporto a 108. Contro dollaro il cross è sui massimi da 9 mesi con la resistenza presso area 84. Sull’andamento dello yen stanno impattando i sondaggi che, in vista delle elezioni del 16 dicembre, vedono favorito Abe, candidato dell’opposizione favorevole ad una politica monetaria estremamente accomodante della BoJ. La banca centrale svizzera questa mattina ha confermato il floor a 1,20 su euro/franco svizzero.

Materie prime: positivo il petrolio dopo che l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha rivisto al rialzo le stime sulla domanda globale per il quarto trimestre 2012 e per il 2013. Ieri l’Opec ha lasciato invariato il tetto sulla produzione a 30Mln barili/giorno. Il rialzo si è comunque ridimensionato durante la conferenza stampa di Bernanke prima della quale il Brent era arrivato a toccare quota 110,50$/b. Acquisti sulla maggior parte dei metalli industriali, in calo gli agricoli. Questa mattina si assiste ad un calo dei preziosi con l’oro poco sotto i 1700$/oncia. Segnaliamo il peggior calo dal 1999 per il Baltic Dry Capesize (-12,5%), utilizzato per monitorare il costo dei noli per il trasporto dei metalli. Una società di ricerca nel settore ha dichiarato che ci sono state pochissime richieste di nolo questa settimana.

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