PIR: il risparmio al servizio dell’economia reale, l’evento di Assogestioni

15 Giugno 2020, di Alessandra Caparello

Il 2020 segna il ritorno dei Piani Individuali di Risparmio nei portafogli dei risparmiatori. Ciò è avvenuto dapprima con lo sblocco del mercato dei Pir tradizionali e, più recentemente, con l’introduzione dei Pir alternativi. I Pir non sono solo un contenitore fiscale al servizio del risparmio, ma soprattutto uno strumento di investimento e di crescita per l’economia reale del Paese.

Questo il tema dell’incontro tenutosi oggi, lunedì 15 giugno, organizzato da Assogestioni, in collaborazione con FocusRisparmio e le società sostenitrici del Salone del Risparmio: un ciclo di incontri in live streaming dedicati ai principali temi di interesse per il settore. Il primo degli appuntamenti in programma oggi ha avuto come titolo “PIR: il risparmio al servizio dell’economia reale. Dai mercati quotati agli strumenti illiquidi”. Hanno partecipato all’incontro, oltre Stefano Scalera (Mef) anche Saverio Perissinotto, Amministratore Delegato di Eurizone Tommaso Corcos, Amministratore Delegato di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking.

 A tal proposito Saverio Perissinotto, nel corso del suo intervento ha dichiarato:

E’ strategico per l’industria sviluppare l’offerta dei fondi di private markets chiusi, che sono e saranno sempre più importanti nel mercato italiano. Se guardiamo all’evoluzione degli altri mercati internazionali osserviamo una crescente presenza di fondi di private markets e credo che questo strumento possa essere l’opportunità per le società di gestione italiane che hanno le competenze necessarie, di crescere in questo segmento di business. I fattori di successo saranno le competenze, la conoscenza del mercato italiano e la capacità di supportare i clienti nel processo di consulenza agli investitori nell’utilizzo di questi strumenti (…) sono convinto che l’asset class alternativa dia un contributo in termini di ottimizzazione del portafoglio complessivo a condizione di conoscerne e accettarne le regole. E’ opportuno che l’investitore sia consapevole dello strumento d’investimento e che abbia la capacità patrimoniale adeguata.

Tommaso Corcos invece ha dichiarato:

I PIR alternativi sono uno strumento di sviluppo “di sistema” estremamente rilevante, perché punta a finanziarie il mercato delle PMI, un segmento verso cui i PIR tradizionali erano meno attenti. Assogestioni ha sostenuto fin dall’inizio il percorso di nascita dei PIR alternativi, consapevole che avrebbe sostenuto l’intera industria dell’asset management, valorizzando anche attori importanti in singoli segmenti ed in aree di nicchia e dando risorse ad una filiera in grado di rafforzare il sistema finanziario italiano, che a sua volta sostiene il sistema delle PMI, vera spina dorsale dell’economia produttiva del Paese.

La risposta delle reti è stata decisamente positiva ed il principale elemento emerso, durante la fase di crisi sanitaria ed economica, è stato il ritorno della ricerca della competenza, il riconoscimento del valore della consulenza, in grado di dare certezze e fiducia ai risparmiatori. Il collocamento del recente Btp Italia, con circa 14 miliardi sottoscritti dalla clientela retail, ha testimoniato l’attenzione dei risparmiatori italiani verso iniziative a sostegno del Paese. Sul fronte dei PIR, tradizionali ed alternativi, non c’è dubbio che una normativa chiara e stabile potrà incoraggiare una raccolta sostenuta; l’industria del risparmio gestito e le reti di consulenza sono impegnate nel rilancio dell’economia, con grande concretezza.

Infine, è giusto sottolineare l’importanza dei temi ESG, dato che cresce sempre più consapevolezza che investire in modo “sostenibile” porta a migliori risultati di lungo periodo.