Pil +2,9%, ma miracolo economico spagnolo è solo di facciata

27 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

MADRID (WSI) – La Spagna ha rivisto al rialzo le stime di crescita per il 2015, che ora sono del +2,9%. È una crescita invidiabile per molti altri stati del blocco a 19, Italia in primis, ma a parte il Pil, molti altri fondamentali economici non sono così buoni.

Madrid rischia ancora come tanti altri paesi dell’area euro, di finire in una fase di deflazione. Inoltre spese al consumo e occupazione non sono su livelli più elevati della media dell’Eurozona. Motivi per cui alcuni analisti hanno il sospetto che l’andamento molto positivo della Spagna finirà per convergere con il resto della regione.

È stato il primo ministro Mariano Rajoy ad annunciare la revisione. Il +2,9% del Pil si confronta cone mentre le previsioni ufficiali precedenti per un +2%. Il premier conservatore ha aggiunto che l’economia dovrebbe crescere del 2,9% anche nel 2016.

Sono tassi molto alti se confrontati con la media europea e sopratutto con quella del resto d’Europa dove a parte il caso drammatico greco, nell’economia reale non si vedono ancora gli effetti placebo del piano mega accomodante di Quantitative Easing della Banca centrale europea. I gruppi esportatori sono destinati a giovare dell’inevitabile deprezzamento dell’euro.

Da tempo si parla del caso della Spagna come di quello di un’economia che al contrario di altre ha saputo rialzare la testa dalla crisi del debito. Sebbene a Madrid la disoccupazione sia ancora molto alta, la portata della ripresa economica sorprende, in particolare perché la Spagna aveva dovuto fare i conti con una situazione esacerbata dallo scoppio di una bolla immobiliare.

La crisi dei mutui subprime dagli Stati Uniti si era espansa a macchia d’olio anche in Spagna, un paese dove l’allora governo Zapatero aveva scommesso molto nel boom del mercato dell’edilizia.

Alla fine della settimana la Spagna invierà a Bruxelles il suo piano economico triennale con le previsioni aggiornate, mentre l’Istituto nazionale di statistica riferirà giovedì i dati preliminari di crescita del primo trimestre.

(DaC)