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PIAZZA AFFARI: TISCALI SUI €6, OBIETTIVO €3,60

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Tiscali è sul confine dei €6: in questo momento il titolo quotato sul Nuovo Mercato perde il 2,83% a €6,01. Nel corso della mattinata ha bucato al ribasso questa importante soglia psicologica, finendo a €5,95. Ma il suo percorso è ancora peggiore.

Erasmo Paolella, gestore di Banque Cortal (gruppo BNP Paribas) dice a Wall Street Italia che l’obiettivo tecnico minimo di medio termine è di €3,60. Per medio periodo si intende circa metà ottobre.

“In teoria potrebbe andare anche più giù – dice Paolella per dovere di precisione – perché i titoli vanno sempre un po’ oltre gli obiettivi degli analisti, accentuandone la tendenza ribassista o rialzista. E questo per una normale reazione psicologica degli investitori”.

Il livello di €3,60 è inferiore ai €4,6 del collocamento (erroneamente Wall Street Italia aveva scritto in precedenza che il prezzo dell’Ipo era stato di €6: ce ne scusiamo con i lettori).

Il livello massimo di quotazione raggiunto da Tiscali è stato raggiunto il 6 marzo 2000 a €119,70.

Dario Fumagalli, analista di Deutsche Bank, chiarisce subito che in un contesto negativo come quello che stanno attraversando i mercati, è facile trovare titoli in discesa senza che ci siano motivi intrinsechi alle società.

Per Tiscali, comunque, l’analista osserva che ci sono alcune zone d’ombra. “E’ vero che per il gruppo sardo esiste una strategia di crescita positiva – dice Fumagalli – ma bisogna capire, visto che il numero uno Renato Soru non l’ha chiarito bene – come si intende raggiungere gli obiettivi e come si pensa di sostenere la crescita in una prospettiva futura”.

Tiscali, concorda un operatore di una Sim italiana, è impegnata a consolidare le recenti acquisizioni internazionali. Soru ha detto che saranno raggiunti i risultati prefissi per fine 2001; che sarà raggiunto il break even a livello di ebitda e che il fatturato sarà di €800 milioni.

“Il gruppo – aggiunge Fumagalli – punta ad un ultimo trimestre molto forte, con un impatto del margine lordo sui ricavi pari al 35-40% contro un 26% del secondo trimestre, che già era in crescita rispetto al precedente 14%. E’ possibile che riusciranno ad accelerare grazie a una manovra di taglio dei costi della struttura e alla eliminazione di alcune tariffe agevolate”.

Un altro elemento che nel corso dell’estate ha condizionato l’andamento del titolo e che lo condizionerà in prospettiva è la scadenza di alcuni lock-up, con il riversamento di azioni sul mercato.

Il lock-up è l’impegno degli azionisti di riferimento a non vendere un certo numero di azioni per un certo periodo di tempo.

(SULL’ARGOMENTO VEDI ANCHE:
INTERNET: TISCALI, BREAK EVEN FINE 2001)